Scoop di “Haaretz”: Israele sostiene ben sette gruppi sunniti in Siria

Israele sostiene in Siria almeno sette gruppi ribelli sunniti, ai quali invia armi, munizioni e denaro. Lo scrive Haaretz, rilanciando le rivelazioni dell’analista Elisabeth Tsurkov nel blog War on the rocks. L’aiuto alle forze ribelli rappresenta un cambio di strategia da parte di Israele, che finora aveva evitato d’intervenire nella guerra civile siriana, limitando la sua azione a raid contro convogli o depositi di armi degli storici nemici della milizia sciita libanese Hezbollah. Oltre a sostenere i gruppi ribelli, Israele ha anche rifornito di cibo, abiti e medicine i civili che abitano nei villaggi da loro controllati. Questi sforzi servono a respingere l’avanzata delle forze del regime di Assad verso il confine del Golan con Israele. I ribelli sunniti, che gli israeliani chiamano “i locali”, sono ritenuti relativamente moderati e controllano quasi tutto il confine israelo-siriano, con l’eccezione di un’area a nord in mano al regime di Damasco, e una a sud controllata da una branca dello Stato Islamico. Alcuni ribelli hanno riferito alla Tsurkov che gli israeliani li hanno aiutati nei loro scontri con lo Stato Islamico, lanciando attacchi con droni e missili anti tank.

La nuova strategia israeliana si inserisce nella mutata realtà della guerra in Siria, dove il governo di Assad sta prevalendo sui ribelli. In questo contesto il governo di Damasco sta espandendo la sua presenza a sud, comprese le alture del Golan, ma anche gli iraniani e i loro alleati Hezbollah si avvicinano al confine con Israele. L’accordo di de-escalation per la Siria meridionale, firmato a novembre da Stati Uniti, Russia e Giordania si impegna a tenere le postazioni iraniane lontano soltanto cinque chilometri dalle linee fra regime e ribelli. Ciò significa che gli iraniani possono arrivare sino a 20 chilometri dal confine con Israele nella parte centrale del Golan, e addirittura solo a cinque chilometri nella zona nord. Inoltre, scrive Haaretz, agenti di Hezbollah o guardie della rivoluzione iraniana potrebbero aver visitato avamposti siriani vicino al confine, come quello di Quneitra

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno ridotto il loro impegno nella Siria meridionale: in gennaio è stato chiuso il centro della Cia ad Amman che coordinava gli aiuti ai ribelli nel sud della Siria, togliendo così aiuti economici a decine di migliaia di combattenti. Ad evidenziare il cambiamento della situazione nel teatro siriano è stato anche l’incidente del 9 febbraio scorso, quando la contraerea siriana ha abbattuto un jet israeliano impegnato in un’azione di rappresaglia dopo che un drone iraniano si era infiltrato in Israele partendo dalla Siria.