Scandalo M5S, i grillini precipitano in una voragine: sparito oltre un milione di euro

Un buco da oltre un milione di euro. Più passano le ore, più il caso rimborsopoli nel M5S aumenta di proporzioni. E’ la fine della retorica dell’onestà. Finisce il “sogno” grillino. E il buco assomiglierebbe sempre di più a una voragine. All’anima del  “filtro di qualità”: ogni giorno un candidato impresentabile ed ora il naufragio del fiore all’occhiello grillino, l’obbligatorietà della restituzione dei rimborsi. Un iceberg contro cui la campagna del M5s rischia di sbattere a un passo dal rush finale. L’importo totale del fondo per il microcredito – al quale i pentastellati indirizzano i propri rimborsi – risulterebbe inferiore alla somma dei bonifici effettuati. Perché? Perché “spesso i bonifici delle restituzioni sono farlocchi”, sostiene un ex attivista M5S intervistato dalle Iene, secondo cui “ci sono alcuni parlamentari che dichiarano di aver fatto delle restituzioni e bonifici a favore del fondo per le piccole e medie imprese e invece non è vero”.

M5S, naufraga la retorica dell’onestà

Insomma, i casi di Andrea Cecconi e del senatore Claudio Martelli sarebbero solo la punta dell’iceberg. All’interno del Movimento queste sono ore di panico. E per gli ex militanti che in passato avevano lanciato accuse di scarsa trasparenza ai vertici, è il momento della verità. Sintetizza Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, sul suo profilo Fb: «Lo dico chiaro e tondo: non siete il partito degli onesti. Siete il partito delle offese e della disonestà intellettuale». Questo è quanto. Sulla sorte di Cecconi e Martelli  Luigi Di Maio giura che verranno espulsi, m il problema è ben altro. C’è preoccupazione per gli altri parlamentari che potrebbero essere coinvolti nel caso. Ad alcuni ‘sospettati’ i vertici del Movimento, in attesa delle carte del Mef, avrebbero chiesto di fornire tutta la documentazione della propria banca controfirmata dal direttore di filiale. E in ogni caso oggi tutti i parlamentari M5S sono stati convocati a Roma per fornire la documentazione dei rimborsi effettuati durante la legislatura in modo da verificare ed eventualmente fugare ogni possibile dubbio sulle rendicontazioni.

Di Maio in tilt

Dal capo dei cinquestelle Di Maio ancora retorica: «Nulla è semplice, non avete di fronte persone perfette, non è semplice, ma vi assicuro che chi sbaglia qui dentro se ne va fuori, non lo facciamo ministro», ha ribadito  il leader dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio, aggiungendo: «C’è una bella canzone che ha vinto Sanremo, ‘Non mi avete fatto niente’. Ecco, a noi oggi non ci avete fatto niente”. Un niente da oltre un milione di euro. Ci vorrà molto di più che una facile battuta per spiegare.