Scandalo bollette, si muove l’Antrust: ispezioni della Gdf a Tim e Vodafone

Scandalo bollette telefoniche fatturate ogni 28 giorni, finalmente qualcosa si muove. Il Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza ha compito ispezioni presso le sedi delle principali società della telefonia fissa e mobile. I militari si sono presentati anche nella sede di Assotelecomunicazioni, l’associazione confindustriale che rappresenta tutte le società del settore. Le ispezioni avvengono su richiesta del Garante dei consumatori e della concorrenza.

Dopo gli esposti delle associazioni dei consumatori, il Garante vuole accertare se le diverse società abbiano sottoscritto accordi nell’ombra sulla fatturazione delle bollette, che ridiventerà mensile, e sugli aumenti tariffari.

Il 24 gennaio, quando hanno annunciato il ritorno alla tariffazione solare (mensile) a partire da aprile, Tim e Vodafone hanno anche dato conto di aumenti dell’8,6 per cento delle tariffe su base annua.

L’annuncio contemporaneo di Tim e Vodafone ha fatto scattare nei consumatori del Codacons «il sospetto che possa configurarsi un cartello tra società per ridurre la concorrenza a tutto danno dei clienti. Per questo motivo, il Codacons ha presentato un esposto all’Antitrust»

Le ispezioni, in ogni caso, hanno interessato anche Fastweb e WindTre. Anche se WIndTre non ha annunciato aumenti tariffari il 24 gennaio, in quella stessa data ha lasciato intendere che ne farà a ottobre.

L’entrata in scena dei finanzieri fa pensare che l’Antitrust aprirà una formale istruttoria, cioè un processo d’accusa, sul caso lamentando il presunto “coordinamento” tra le società, a danno della competizione e a danno degli utenti finali.