Sanremo, da The Kolors ad Annalisa: ecco gli artisti che stanno già volando

La qualità. È questa la parolina magica del Sanremo di quest’anno. E sull’altare della qualità (o presunta tale) viene sacrificata una fetta di pubblico. Soprattutto di quello che rende vivo il mercato discografico, che ascolta le canzoni sul web e in radio decretandone il successo, che consente i sold out ai concerti. Claudio Baglioni ha fatto le sue scelte. È il direttore artistico, è uno dei più grandi artisti italiani, ha affrontato con coraggio stagioni difficili, dove o si era impegnati o si era messi all’indice. Tanto di cappello. Ha vinto negli ascolti dell’esordio. I maggiori quotidiani, con le loro pagelle, sono molto benevoli, fioccano i 9 e persino i 10 per alcuni cantanti in gara. Forse anche per il loro passato. Forse per il loro nome. Di sicuro per la loro interpretazione di livello. Non si può certo criticare Ornella Vanoni che, ultraottantenne, riesce a riempire lo schermo come pochi. E neppure Roby Facchinetti, che resta un campionissimo persino a un passo dal ritiro. Come a un passo dal ritiro (annunciato) sono Elio e le Storie Tese. Questo è il punto: molti gli omaggi, poca la spinta giovanile. L’errore probabilmente è la sottovalutazione dei talenti di Amici e di X Factor che – critiche snob a parte, hanno da anni il grande merito di avvicinare con passione alla musica la fondamentale fascia (per ascolti e vendite) degli adolescenti.

I brani destinati al successo

Normale quindi che – al di là della classifica finale – si capisce già chi sia destinato a trionfare nelle vendite. Molto quotata in radio è Annalisa (Il mondo prima di te) che non a caso è della scuderia della De Filippi. Il brano riesce ad essere qualitativo e accattivante. Successo sicuro al cento per cento per The Kolors (Frida mai, mai, mai) che sono riusciti a portare energia su un palco che in quel momento sembrava addormentato. Sono eccellenti nell’esecuzione. Anche loro – guarda caso – provengono da Amici. C’è da scommetterci sul boom discografico che avranno Ermal Meta e Fabrizio Moro (polemiche sull’esclusione a parte) perché hanno ancora una volta scelto il pezzo giusto (Non mi avete fatto niente). Di presa immediata la band Lo Stato Sociale (Una vita in vacanza) che ha sorpreso il pubblico con un brano orecchiabile e la trovata della ballerina anziana, In sostanza hanno fatto un’operazione mediatica simile a quella di Francesco Gabbani con la scimmia di Occidentali’s Karma. Molto quotato anche Red Canzian (Ognuno ha il suo racconto) apparso come il Pooh più in forma: grande ritmo, mix di chitarre basso e batteria. Ottima la performance di Noemi che, con Non smettere mai di cercarmi, completa il quadro dei successi sicuri.

Gli altri brani (qualitativi e meno qualitativi)

Nina Zilli si è affidata, come sempre, alla sua capacità vocale e il suo stile originale e le Vibrazioni stanno tentando un ritorno poderoso. Di qualità è l’inedito di Lucio Dalla portato sul palco da Ron (Almeno pensami) accolto con una standing ovation in memoria del grande artista scomparso. Il neo è che le note sono proprio quelle di Dalla, costruite per la sua voce. Quindi l’effetto finale non è lo stesso, anche se Ron è impeccabile. È come sentire un brano di Battisti cantato da un altro interprete che – per quanto bravo sia – non produce le stesse sensazioni. Eccellenti Enrico Ruggeri e i Decibel (Lettera dal Duca) con un pezzo raffinatissimo, che ripropone il pop punk degli anni Ottanta. Diverso dal solito stile è Max Gazzè, con un brano coraggioso (La leggenda di Cristalda e Pizzomunno). Poi c’è Imparare ad amarsi, interpretata da Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico. Eleganza e stile, ma difficilmente potrà esplodere, così come la inimitabile voce di Mario Biondi, artista che sceglie sempre pezzi (Rivederti) all’antitesi con il nazionalpopolare. Da riascoltare Il segreto del tempo, di Roby Facchinetti e Riccardo Fogli. Non hanno convinto Elio e le Storie Tese, che si affidano all’operazione-simpatia e per l’ennesima volta ne rimangono vittime. Da non sottovalutare invece Giovanni Caccamo, proveniente dal terzo posto ottenuto a Sanremo nel 2016 in coppia con Deborah Iurato. Il suo Eterno è un brano classico. Il ritorno al passato ha coinvolto Luca Barbarossa, con la sua Passame er sale, cantata in romanesco. Sembra la riproposizione delle canzoni del suo esordio, che hanno comunque un riscontro di pubblico. Completano la rosa Diodato e Roy Paci (Adesso), Renzo Rubino (Custodire) e Avitabile-Servillo (Il coraggio di ogni giorno). Sono tre brani particolari, non comuni, che potrebbero avere un futuro se assorbiti dal grande pubblico.