Sanremo al veleno, Elio e le Storie Tese contro Baglioni: «Basta con le sue canzoni»

Al festival di Sanremo di quest’anno trionfa il buonismo, il politicamente corretto, sembra che tutti abbiano una gran voglia di andare d’accordo, di non stonare in un contesto così composto. Si potrebbe obiettare che senza polemica non c’è Sanremo ma in fin dei conti gli ascolti di quest’anno dimostrano che la formula funziona, così come i conduttori, che a quanto pare godono dell’apprezzamento perfino dei tanto temuti social. A rompere questo muro di compiacenza ci hanno pensato i soliti noti, quei “provocatori” di Elio e le Storie Tese, che hanno accusato Claudio Baglioni di essersi messo troppo al centro della scena. «A volte bisognerebbe vantarsi di più: quando abbiamo fatto noi il Dopofestival non abbiamo suonato neppure una nota di un nostro pezzo, ora osserviamo un Festival in cui in ogni puntata Baglioni canta 4 canzoni di Baglioni. Questo nostro atteggiamento decisamente non paga», dichiara  Elio a “LIbero”. Il cantante ha poi difeso il loro brano, molto criticato dalla stampa specializzata: «”Arrivedorci” è una canzone curata, strutturata un po’ di più rispetto agli altri pezzi in gara. Puoi dire che non ti piace, ma “inaccettabile” o “non classificabile” cosa vuol dire?”». Il leader del gruppo aveva già punzecchiato Baglioni sul palco, quando gli aveva posto una domanda: «Non so sono indiscreto, ma vorrei chiedere a Claudio se ci canta un suo pezzo, dopo tutti questi giorni”. E Baglioni: «Ormai faccio il tappabuchi: non mi fanno mai cantare».