Roma, mostra i genitali ai passanti, poi aggredisce gli agenti

venerdì 2 febbraio 12:58 - di Redazione

Atti osceni, resistenza, lesioni e violenza a Pubblico Ufficiale. Di tutto e di più. Questi sono i reati contestati dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato Porta Maggiore a C.E. 35enne del frusinate, con numerosi precedenti di polizia. E’ accaduto a Roma. Una telefonata alla centrale operativa della Questura ha segnalato un’aggressione verbale da parte di un uomo nei confronti del portiere di uno stabile di circonvallazione Casilina. Quando i poliziotti sono arrivati sul posto, hanno riscontrato che non vi era nessuno e così hanno deciso di fare un controllo in zona. Arrivati su via Prenestina, la loro attenzione è stata catturata da un uomo che si stava masturbando, mostrando i genitali ai passanti. Gli agenti così hanno deciso di intervenire ma l’uomo quando li ha visti avvicinarsi, ha cercato di darsela a gambe. Raggiunto poco dopo, si è scagliato contro i poliziotti che, con non poca difficoltà e dopo una breve colluttazione, sono riusciti a bloccarlo. È stato così accertato che poco prima, il fermato, presentatosi dinanzi ad un’impiegata di una cooperativa, sarebbe entrato nel suo ufficio, ubicato nello stesso stabile, ed avrebbe iniziato a denudarsi e, solo grazie all’arrivo del portiere, si sarebbe allontanato. Follie romane.

Commenti

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  • Oriana Fallaci 3 febbraio 2018

    C.E 35enne, numerosi precedenti…sicuramente un tedesco o un svedese… Fratelli d’Italia per favore, tutti al voto in marzzo, doppo sara troppo tardi come qui in “francia-africa” !!

  • Laura Prosperini 2 febbraio 2018

    mi scusi, mi può spiegare meglio l’ultima frase, evidentemente “ad effetto” che ha scritto? follie romane?perchè nel mondo, ovunque lei intenda non è mai successo? non succede mai? non accadrà lo stesso? Noi dovremmo essere Sovranisti sul serio anche e sopratutto nel pensiero seguito dalle parole.
    Laura

    • Redazione 2 febbraio 2018

      Nessuna volontà di criminalizzare Roma, ci mancherebbe. Ma neppure di minimizzare. E’ la quantità che giustifica l’aggettivazione.