Rimborsi M5S, l’inchiesta delle Iene fa tremare Di Maio: buco da 500mila euro (video)

lunedì 12 febbraio 15:14 - DI Valeria Gelsi

Si allarga il caso rimborsopoli del M5S, dopo il servizio delle Iene che ha denunciato alcuni bonifici, mai effettuati, del deputato Andrea Cecconi e del senatore Claudio Martelli. Secondo alcune fonti, infatti, mancherebbero all’appello oltre 500mila euro. Il partito corre ai ripari, annunciando che «chi non ha versato verrà espulso». Ma il rischio è che alla fine «ne resti soltanto uno», come ironizzato dalla portavoce di Forza Italia, Mara Carfagna.

Il M5S alle prese con rimborsopoli

È l’agenzia di stampa Adnkronos a rivelare che queste sono ore di grande preoccupazione all’interno del M5S, che promette trasparenza ed espulsioni, ma che di fatto emerge, per dirla con un ex militante intervistato da Le Iene, come «un partito fatto di furbi e furbastri che tradisce la fiducia dei cittadini» e i cui vertici sono bravi più a fare annunci che a vigilare su quello che avviene al proprio interno. In particolare, confrontando i dati forniti dal partito e quelli in mano al Mef relativi al fondo per le piccole imprese l’ammanco rispetto a quanto promesso è di oltre mezzo milione, tra quote non versate e quote conteggiate per errore. Di fronte ai casi Cecconi e Martelli e al servizio delle Iene intitolato «Restituzioni false degli stipendi a 5 stelle» e andato solo sul web, Di Maio ha cercato di difendere il partito sostenendo che la “disattenzione” nelle restituzioni non dovrebbe fare notizia e che, invece, «la notizia, in un paese normale, è che il Movimento 5 Stelle ha restituito 23,1 milioni di euro di stipendi». Una posizione difensiva con cui Di Maio finge di non capire che il problema politico è enorme, visto che la questione dei rimborsi è stata utilizzata per sbandierare la presunta differenza morale del M5S rispetto agli altri partiti.

Un partito di massoni, furbetti e “impresentabili”

Non solo, mentre sullo sfondo resta ancora il caso dell’imprenditore Emanuele Dessì, del quale si è scoperto che viveva in una casa popolare pagando un affitto di 7 euro al mese, nelle mani di Di Maio esplode anche l’affaire del candidato massone, Catello Vitiello. «Non sono più iscritto al Goi, non mi ritiro», ha fatto sapere Vitiello e al «capo politico» e candidato premier del M5s non è rimasto che dire che «sarà diffidato dall’uso del simbolo». Intanto, però, l’avvocato campano resta in corsa e, come per lui, non c’è dichiarazione di rinuncia al seggio richiesta o ottenuta dal M5s che tenga. «Luigi Di Maio pensa di vivere in un videogioco e di abbattere i suoi candidati uno ad uno come dei birilli. Vitiello, Dessì, Cecconi, Martelli, la lista di chi viene disconosciuto e costretto a firmare un documento di rinuncia al seggio, che non conta nulla e che è incostituzionale, si allunga di giorno in giorno. Alla fine, dopo i game over, gli allontanamenti, le sconfessioni, il 4 marzo ne resterà soltanto uno», ha sottolineato Mara Carfagna.

L’inchiesta delle Iene sulle «restituzioni false degli stipendi a 5 Stelle»

La legge ci permette di pubblicarlo su internet. Ecco l’anticipazione del servizio sulle false restituzioni dei 5 Stelle #LeIene https://t.co/6JCmx2WCK4

— Le Iene (@redazioneiene) 11 febbraio 2018

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 14 febbraio 2018

    ……e ancora, e’ pur vero che la politica e’ sporca, ma qui e’ totalmente immersa nella Me….a piu’ profonda e non se ne potra’ mai uscirne fuori fino a quando ogni partito , strillando a ragione o a torto, portera’ solo acqua al proprio mulino. Se solo per una volta si mettessero d’accordo, lasciando alle spalle ogni remora, e pensassero all’Italia e agli italiani….. ripeto , agli italiani, chiaro ? Forse si potrebbe cominciare a vedere la fine di questo tunnel. La speranza e’ dura a morire…. Auguri.

  • Giuseppe Forconi 14 febbraio 2018

    Si, bene o male avete tutti ragione, ma a me quello che fa piu’ impressione sono i 12 miliardi , euro piu’ euro meno, persi da AZ. Qui’ non e’ questione solo di giornalismo ma per quanto riguarda i 12 bomboloni di euro perche’ non chiedete ai signori parlamentari del PD e ai signori sindacati che si sono succeduti in tutti questi anni che hanno pensato solo alle loro tasche???????

  • DELAUVIT@INWIND.IT 13 febbraio 2018

    ma perche’ non parlate dei 12 miliardi di euro persi da alitalia negli ultimi 10 anni ma che giornalismo e’ questo tutti i giornali all’attacco di m5s stesse notizie stessi titoli tutti i giorni per fatti secondari con tutti i disastri fatti negli ultimi 20 anni dai governi di centro dx e centro sx 2240 miliardi di debito pubblico?????? giornalismo sveglia

    • marimanzo@gmx.net 13 febbraio 2018

      Ma insomma, per chi bisogna votare? Qui mi sembrano tutti ladri, bugiardi, e inaffidabili.
      Sono tutti politici poco seri…povera Italia!

  • amerigo.lori@alice.it 13 febbraio 2018

    500.000 euro? Parte dello stipendio? Un dipendente “normale” quanti secoli deve lavorare (dico LAVORARE) per arrivare a queste cifre . . . .? Parlamento fatiscente!!

  • tseba953@yahoo.it 13 febbraio 2018

    Vogliamo salvarci da una classe politica corrotta?
    Votiamo in massa CasaPoundItalia e vedrete come se la faranno tutti addosso.

  • giancarlo.dironco@libero.it 13 febbraio 2018

    Silverio, lasciali perdere …. se un partito fa dell’onestà l’unica bandiera (programmi coerenti non pervenuti, e capacità di governo 0 come la Raggi) e poi si scopre che “rubano” pure loro ….

  • sicurezzadellav2006@libero.it 13 febbraio 2018

    E’ vero che NESSUNA LEGGE LO IMPONEVA ma poichè sono stati i M5S ad averlo IMPOSTO ai loro onorevoli (facendosene anche un vanto) non capisco perchè il signor Bambara si stupisca per le critiche che tali atteggiameti hanno comportato e che definire morbose mi pare anon solo inappropriato ma anche inaccettabile perchè sentenziato da chi pensa di potere nascondere la verità “dietro a un dito”

  • riandree@yahoo.com 13 febbraio 2018

    Se non avessero fatto dell’honestà la loro bandiera proclamandosi gli unici honesti in un mondo politico corrotto e ladro non si sarebbe sollevato nessun cespaio. Ai miei temoi si diceva che se vivi in una casa dalle pareti di vetro non dovresti circolare nudo. Tutto sommato i pentastellati si rivelano, una volta avuto accesso alla marmellata, esattamente come tutti. Perché è facile essere onesti quando la marmellata non è a disposizione.

  • silveriobambara@gmail.com 12 febbraio 2018

    Andiamo ai fatti.
    La legge NON PREVEDE che gli eletti in Parlamento (e non solo) debbano devolvere metà del loro stipendio ad un fondo di garanzia per prestiti a PMI,neppure che debbano rendicontare le spese fatte e che debbano anche restituire quanto non speso della diaria che mensilmente ricevono.
    E’ SOLO REGOLA DEL M5S.
    DI FATTO IL m5s ha devoluto oltre 23 milioni di euro in cinque anni nel fondo sopra…..RIPETO: SENZA CHE NESSUNA LEGGE GLIELO IMPONESSE.
    Negli atri partiti NON esiste regola,pertanto tutto va in tasca del politico eletto.
    E allora perché tante critiche e pure maliziose,come se avessero infranto una legge che tutti dovrebbero rispettare??.
    Mi sa molto di MORBOSITA’ di chi va a spiare attraverso il buco della serratura per sapere cosa fa la famiglia accanto e poi della pagliuzza intravista farne una trave,omettendo quelle vere colossali che gli stanno sopra la testa.
    I giornali ovviamente fanno,per partito preso, cassa di risonanza.

    • riandree@yahoo.com 13 febbraio 2018

      Non sarebbe successo niente se non si fossero dichiarati UNICI onesti ed incorruttibili. È vero che nessuna legge obbliga i parlamentari a cedere parte dello stipendio, è una cosa che hanno deciso di fare loro PRIMA di provare cosa vuol dire uno stipendio da parlamentare.come dire, lontano dalle tentazioni è facile mantenersi onesti ma quando la tentazione ti fa l’occhiolino….. i giornali danno risonanza ai fatti come danno risonanza ai fatti degli altri partiti. Doppio standard pentastellato. Quando peccano gli altri diamogli addosso. Quando peccano loro è solo fake news o peggio gomblotto!!