Rimborsi a 5 Stelle, tutte le scuse dei furbetti: “C’era il funerale di mia madre”

mercoledì 14 febbraio 11:20 - DI Romana Fabiani

Rimborsopoli? «Mele marce», così Luigi Di Maio, nell’imbarazzo generale, ha apostrofato i colleghi pentastellati che hanno giocato “distrattamente” con i bonific. Ma le risposte dei diretti interessati, i furbetti dei rimborsi-bufala, sono esilaranti. «Ero senza benzina, con una gomma a terra, non avevo i soldi per il taxi, c’era il funerale di mia madre… le cavallette…». «Non è colpa mia, non è come sembra», neanche un adolescente beccato dai genitori a marinare la scuola. «Il ritardo è stato dovuto a motivi di natura personale», postano i primi due finiti nel mirino, Cecconi e Martelli.

Rimborsoli a 5Stelle, le scuse comiche

Il più comico – riporta il Giornale in un servizio intitolato “Le scuse ridicole dei morosi” –  è Michele Mario Giarrusso che, di fronte a un bonifico del 2015 con un inspiegabile timbro del 2014, dà dell’ubriaco all’impiegato di banca.  Barbara Lezzi, invece, si precipita a promettere che andrà in banca a controllare perché non si fida del banking on line. Maurizio Buccarella ne esce un po’ meglio: dichiara di autosospendersi ma avverte che non parlerà con i giornalisti rompiballe. Il punto, signori, è il «costo spropositato delle operazioni applicato dalla banca». La soluzione? Fare il bonifico richiesto dal partito, stampare la ricevuta, esibirla agli elettori sul web e poi ritirarlo in attesa di cambiare banca. «Mi manca solo il bonifico di dicembre, ho tardato perché ero in campagna elettorale», dice invece Roberta Lombardi, sfiorata dallo scandalo, che ha le spese più alte per lo staff. Il partito dell’onestà, della trasparenza, il movimento che doveva aprire come una scatola di tonno il Parlamento della casta e della corruzione, è in cima alla lista dei furbetti.

Grillo: sono malati…

«Hanno una malattia che si chiama Sindrome Compulsiva di Donazione Retroattiva», scrive Beppe Grillo mentre è in treno. «Vorrei dirvi qualcosa su quello che sta succedendo, che leggo sui giornali. In fondo abbiamo donato 23 invece di 24…  Ma dovete capire che queste dieci, dodici persone , chi sono non lo so, hanno una malattia. Ci siamo rimasti male, voglio dire, anche io ci sono rimasto male, tanti attivisti ci sono rimasti male, vorrebbero andare sotto casa di questi e far casino, lasciate stare».

La Raggi, campionessa di gaffe

Gaffe, errori grammaticali, citazioni sbagliate, del resto, sono una costante dei grillini finiti quasi  per miracolo ad amministrare molte città italiane. La sindaca della Capitale, Virginia Raggi, al momento dell’arresto del suo più fidato collaboratore, Raffaele Marra, rispose che era solo «uno dei 23mila dipendenti capitolini». Uno dei tanti. Peccato che figurasse in una chat molto confidenziale dal titolo Quattro amici al bar.  Il partito dei Masanielli, degli arruffoni e dei gaffeur, il movimento del Vaffa oggi in doppiopetto, continua a galleggiare nell’indifferenza generale, tra epurazioni e autocensure. Ovunque governino si sono dimostrati incompetenti e arroganti. E chi è riuscito a fare il proprio dovere, come il sindaco di Parma Pizzarotti, è scappato a gambe levate.

Commenti

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  • isoli.wlad@gmail.com 15 febbraio 2018

    Non è ammissibile fare una campagna elettorale fondata sulla menzogna e sulla denigrazione dei concorrenti politici. Di Maio ,appena scoppiato lo scandalo è corso in banca a bonificare 3 mesi di versamenti inerenti agli ultimi mesi del 2017. Dopo gonfiando furbescamente i rimborsi i sigg. del m5s portano a casa 11.000 / 12.000 cocuzze ogni mese. Detto e dimostrato tutto ciò, rendiamoci conto che l’Italia sta affrontando la più grande crisi economico-finanziaria dal dopo guerra.Non vedo idoneità in queste persone prive totalmente di esperienza. Inizialmente volevano dare l’impressione di essere indipendenti. Non sono altro che una costola dei . Non posso essere smentito. Saranno dei burattini incompetenti filo guidati dalle fetide “mutande rosse”. Sono dispiaciuto per quelle persone che credevano in questo movimento. Purtroppo la verità è lenta , ma arriva sempre prima. Almeno adesso abbiamo una visione della realtà. In politica non esiste la fede calcistica ed i fatti vanno analizzati con razionalità. L’incontrario significa essere indottrinati o meglio paperi destinati ad essere ingozzati per l’ingrasso.

  • info@getapple.co.uk 15 febbraio 2018

    La stampa italiana dimentica che quelli sono comunque soldi del M5S o dei loro eletti. Non hanno rubato nulla a nessuno, anzi li restituiscono pure al popolo. Andassero a vedere i quattrini che gli altri partiti rubano al popolo per fare i fatti loro!

  • ameliapapa@alice.it 15 febbraio 2018

    Le Galline cantano hanno fatto l’uovo, ma ruspano male, mostrando copie di bonifici fasulli, che cervelli poco fini, come possiamo fidarci di questi ONOREVOLI, che disonorano le Istituzioni e il Parlamento.

  • marimanzo@gmx.net 15 febbraio 2018

    L’ho sempre detto che Grillo fa’ piu’ ridere oggi di quando faceva il comico…!

  • depalma.aurora@libero.it 15 febbraio 2018

    NN ESISTE AL MONDO UN ESSERE UMANO PERFETTO. bene o male abbiamo tutti qualcosa da rimproverarci. e’come dure: chi nn ha peccato scagli per primo. ma d ora in avanti spero che gli italiani anche quelli di nn buonsenso si rendano conto di questo e giudichino finalmente con un po’ di ponderatezza. siamo bravi a dare patenti di qualunque tipo salvo poi…. a ravvedercene.
    d ora in poi calma e gesso

  • lili.ter@libero.it 15 febbraio 2018

    Consiglio a Grillo-Di Maio.
    Cambiate il logo del vostro movimento, da 5 stelle a “5 stalle …di pecore anarchiche…”.

  • riservato19ta@tiscali.it 15 febbraio 2018

    E’ solo imbarazzante per chi si crede onestissimo !!!!!!!!

  • Giuseppe Forconi 15 febbraio 2018

    Commenti , commenti , che divertimento, ma li leggeranno ? Ad ogni modo credo che con la Raggi non e’ il problema della grammatica o dei congiuntivi, perche’ si puo’ essere ignoranti ma avere un cervello che lavori bene, ma qui’ manca di tutto, amen. Grillo se fosse un po intelligente, ritornerebbe al cabaret o al teatro comico facendo maggiori guadagni e piu’ bella figura.