Renzi snobba il carabiniere picchiato dai compagni ma corre al sit-in antifascista

“Dicono: ma il Pd dov’era a Macerata? Il Pd era a Macerata con il suo sindaco. Era a Macerata con il  ministro Minniti. Era a Macerata con i suoi esponenti e ministri, Orlando e Martina. E dimenticano volutamente che a Macerata il Pd è stato preso di mira con una pallottola. Perchè il fascista ha scelto di sparare alla sede del Pd. Sia chiaro: noi non abbiamo paura”. Angosciato dai sondaggi e scavalcato a sinistra dalla Boldrini e da Grasso sulla retorica dell’antifascismo, Matteo Renzi, durante una manifestazione elettorale a Firenze alla presenza del ministro dell’Interno, Marco Minniti, tira fuori la carta della marcia contro le destre, di ieri e di oggi, perfino se la marcia e il sit-in riguardano un episodio della seconda guerra mondiale.

Giovedì Renzi, invece di andare dal carabiniere picchiato dai centri sociali durante il corteo antifascista di Piacenza (ci manderà Minniti…)  sarà al sacrario di Sant’Anna di Stazzema con una delegazione di governo al seguito, per rimarcare la natura antifascista del Pd.  Una marcetta per motivi elettorali che arriva dopo la notizia degli ultimi sondaggi, che lo danno in picchiata prolungata. Ecco perché ora l’ex premier prova a radicalizzare lo scontro: “Non fidatevi degli estremisti, perchè hanno un difetto: sono estremisti in tutto, anche nell’economia”. Di chi parla? Di Leu, del M5S o della destra?