Renzi non “sta sereno”: «Siamo stati noi a dare la scossa all’Italia e invece…»

“Stai sereno” glielo stanno dicendo gli italiani, pronti a mandarlo in soffitta. Renzi lo sa. Nelle scorse settimane, sondaggio dopo sondaggio, è finito in depressione politica. Il Pd ha poche possibilità. Anzi, le possibilità sono ridotte quasi a zero. E lui si rammarica. Urla che grazie al centrosinistra il Paese è risorto (la famosa luce in fondo al tunnel che vedeva solo lui) e invece i consensi sono crollati. «In questa legislatura l’Italia si è mossa. Non è più tempo dei Fate presto, con cui titolò il quotidiano di Confindustria nel 2011». Matteo Renzi, segretario del Pd, in Assolombarda cerca di guadagnare qualche consenso. Ma esaltare l’azione fallimentare del centrosinistra al governo è un errore grossolano. «Oggi siamo in una dinamica in cui Paese ha una prospettiva dello sviluppo», afferma, rivendicando anche il Jobs Act, «la misura più di sinistra che abbiamo fatto».

Renzi dice no ai Cinquestelle
e alle larghe intese

«Vedo gente che sale al Quirinale o che giura: non mi risulta però che sia stato già scelto il capo del governo. Penso che il Pd sarà il primo partito e lavoro perché lo sia: credo che tutti i dirigenti del Pd potrebbero fare questo sforzo». Per quanto riguarda un governo coi Cinque stelle, «noi non faremo mai nessun governo con gli estremisti». In una intervista alla Stampa, il segretario del Pd parla dell’ipotesi di un passo di lato a favore di Gentiloni: «Mattarella decide il premier, le primarie decidono il segretario». A chi gli chiede se ci sia un canale aperto tra Pd e Fi in vista di possibili larghe intese, Renzi smentisce «nel modo più categorico» e apre all’adozione di un metodo più largo di elezione dei presidenti delle Camere: «Fateci fare l’ultima settimana di campagna e vediamo. Il ragionamento di per sé non fa una grinza, visto che siamo tornati a un modello istituzionale ben diverso da quello che sognavo».