Renzi: «Ha ragione Berlusconi, se non ci sono i numeri si torna a votare»

Ammette la probabile vittoria del centrodestra e dà ragione a Silvio Berlusconi sulle prospettive del dopo voto. Matteo Renzi la pensa come il Cavaliere: «Se dopo le elezioni del 4 marzo non ci sono le condizioni è giusto che si torni a votare. Noi con gli estremisti al governo non andremo mai», ha detto il segretario dem dai microfoni di Agorà su Raitre rivolgendosi a Cinquestelle e Lega. «Nei collegi è avanti il centrodestra – aggiunge –  ma al proporzionale è un testa a testa per il primo posto tra M5S e Pd. Il nostro obiettivo è arrivare primi».

Renzi: sul dopo voto la penso come Berlusconi

Sul terreno minato dell’immigrazione, invece, dopo le parole di Berlusconi sulle gravi responsabilità della sinistra che ha innescato una vera “bomba sociale”, va al contrattacco: «È un tema complicato ma non è esploso per le nostre politiche ma per l’accordo di Dublino che fu un errore politico. Oggi Berlusconi dice che Dublino è un accordo scellerato: bene, cambiamolo insieme». Che ne pensa invece l’ex premier del Senato, che voleva abolire con la legge costituzionale bocciata dal referendum? «Candidarsi al Senato – deve ammettere Renzi – è un atto di rispetto verso la volontà degli elettori, fosse stato per me il Senato lo avrei fortemente rivisto. È un modo di dire “ok, avete voluto il Senato? Serviremo da lì il paese”».

«I grillini vanno a braccetto con gli Spada»

Poi affonda la lama contro gli avversari numero uno, i grillini, accusati di vendere fumo. «Di Maio viene a fare la morale a noi ed ha la più bassa percentuale di presenze in Aula per un vicepresidente. Ha una presenza del 30%, non può dare lezioni», dice Renzi  E giù bordarte contro la dubbia moralità dei pentastellati: «I candidati impresentabili a 5 stelle – rincara la dose il segretario dem – sono come quell’imprenditrice del Veneto che dice che i vaccini sono un genocidio. Lo direi a Di Maio, se accettasse il confronto in tv, ma lui scappa». Poi va giù duro contro il candidato a 5Stelle finito nella bufera per il video con Spada e per la casa popolare pagata a un canone di 7 euro al mese: «Quando Di Maio dice che il M5S ha ritirato Dessì mente: si ritira il bucato, non i candidati. Chi vota il M5S nel Lazio deve sapere che vota uno scroccone amico degli Spada».