Renzi fa la vittima: «Non puzzo, eppure nessuno si vuole confrontare con me»

Agita lo spettro dello spread, ammette indirettamente che il programma del centrodestra è vincente, lamenta che nessuno vuole confrontarsi con lui. È un Matteo Renzi tutto sulla difensiva quello che si è presentato alla Confcommercio, dove, a dispetto dei modi consueti, gli argomenti utilizzati hanno lasciato trasparire tutta la preoccupazione per i sondaggi che danno il Pd a picco.

Renzi si appella al fantasma dello spread

«Ci ricordiamo il governo della destra, che ci ha portato a un passo dalla bancarotta con lo spread ai massimi e la crisi economica più dura del dopo guerra», ha detto Renzi, usando perfino toni minacciosi: «O si vota per andare avanti o, se volete un salto nell’ignoto e tornare al governo dello spread, non dite che non ve l’avevamo detto». Insomma, il segretario Pd, davanti agli operatori economici, è arrivato ad agitare lo spettro di un nuovo complotto finanziario a livello europeo pur di convincerli a votare per i dem. Un motivo c’è: «Mi auguro prevalgano buon senso e ragionevolezza, anche se non ho misure shock da proporvi. L’unica misura shock che vi propongo – ha aggiunto Renzi – è la concretezza».

Il Pd? Sembra che copi il programma del centrodestra

Non solo. Cercando di denigrare gli avversari, ironizzando appunto l’argomento della presunta mancanza di concretezza, Renzi ha finito per ammettere la validità del programma del centrodestra. «Le larghe intese sono quelle che Berlusconi fa le promesse e noi le realizziamo», ha detto il segretario Pd, sostenendo che «sulle infrastrutture, ci è toccato riprendere la cartina di Berlusconi, quella che aveva lasciato da Vespa».

«Non credo di puzzare, ma….»

Infine la battuta sul fatto che nessuno se la sentirebbe di avere un confronto diretto con lui. «Io non credo di puzzare, ma nessuno vuole fisicamente fare un confronto all’americana con me», ha detto Renzi, anche in questo caso su una posizione difensiva e un tantino vittimista, malcelata dall’ironia.