Renzi, da cantastorie a imbonitore: ma gli italiani non gli credono più. Ecco perché

sabato 17 febbraio 12:52 - DI Bianca Conte

Dopo la fatina blu e le bacchette magiche evocate dal ministro Padoan, oggi è direttamente il segretario dem, Matteo Renzi, a scomodare l’immaginario fiabesco per provare a delegittimare proposte e consensi che i competitor – e il centrodestra in testa a tutti – registrano in questa infuocata campagna elettorale. «Se la flat tax è credere a Babbo Natale, il reddito di cittadinanza è credere alla Befana», ha tuonato allora dal pulpito dell’Unione industriali di Napoli nel corso di un incontro con gli imprenditori Renzi che, più che propagandare un suo programma, sembra sempre più concentrato a dequalificare quello degli avversari…Ma i primi a raccontare favole sbugiardate a suon di numeri e drammi sulla ripresa economica, balle spaziali sull’occupazione e formulette da alchimisti improvvisati e imbonitori consumati su pensionati e esodati, decisi a imbambolare e illudere gli italiani fiaccati da recessione e immigrazione selvaggia, non sono stati proprio Renzi e i suoi fidi scudieri? Del resto, se oggi quel che resta – tra transfughi e emorragie di consensi – dei dem capitanati dall’ex premier, viene fotografato nei sondaggi al di sotto della soglia di sopravvivenza – la quota Bersani del 25% – su un meno confortevole 23%: come a dire che sono in crescita esponenziale sudditi di partito e elettori  dell’ex condottiero rottamatore consapevoli ormai che il destriero è claudicante e arriverà malconcio al traguardo.

E le “favolette” di Renzi finiscono in farsa…

Altro che balle e favolette, insomma, ma tant’è: e così, invece di provare a difendere quel che resta da difendere del Jobs Act da lui proposto e varato in spregio di lavoratori e sindacati, un Renzi sempre più solo a sinistra e sempre più accerchiato dal centrodestra che incalza e guadagna terreno verso il traguardo dell’affermazione elettorale, prova a sferrare l’attacco contro i nemici penstastellati e contro Cavaliere e alleati, in volo nei sondaggi e alla conquista della fiducia del popolo sovrano e votante. «Il reddito di cittadinanza – sferra la sua stoccata Renzi – è un messaggio diseducativo di una certa cultura assistenzialista che dice: tu non lavorare, io ti do i soldi per stare a casa con due figli. Mi contestano il Jobs Act, ma quelli erano incentivi per chi assumeva. Il reddito di cittadinanza è un incentivo per chi si vuole licenziare». Poi, tentando un ultimo, disperato assalto alla conquista di Palazzo Partanna, sede dell’Unione industriali di Napoli, non pago aggiunge pure: «Se vince Salvini o se vinciamo noi non è la stessa cosa; se vince il Movimento 5 Stelle o vinciamo noi non è la stessa cosa. Né per le imprese, né per i lavoratori». Una cavalcata, quella di Renzi, in sella a destrieri azzoppati in corsa da dardi infuocati di decreti salvabanche lanciati contro investitori e risparmiatori, colpiti e affondati, e da accordi sottobanco stipulati con stregoni e illusionisti di Bruxelles e che da noi, a fronte di qualche doblone avvelenato, hanno prodotto solo la decuplicazione incontrollata di profughi e clandestini, povertà e criminalità diffusa. Un ex capo-populista impossibilitato a controllare e arginare la fronda della base dei suoi sostenitori in fuga, dall’interno e da fuori le mura di cinta del Nazareno, ormai disertato da ex militanti e commilitoni, in fuga disperata dall’ala sinistra del presidio, transfughi diretti in ordine sparso alla ricerca di nuovi spazi (elettorali). E mentre lui esorta gli alfieri grillini a scegliere da che parte stare, «dentro o fuori dall’euro», se dalla parte del «lavoro» o del «reddito di cittadinanza», e sui vaccini, se schierarsi «con la scienza o la stregoneria», il Cavaliere azzurro scortato dal carroccio e guidato dai Fratelli d’Italia, punta al vello d’oro dell’economia e alla rinascita di un Paese vessato da troppi sedicenti Robin Hood rivelatisi venditori di filtri e pozioni tutt’altro che magiche…

 

Commenti

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  • fdesalvo@aconet.it 18 febbraio 2018

    Bianca Conte ha scritto qui sopra: <<>>> ma chi guida chi?? Totò avrebbe detto: ma mi faccia il piacere!!!, altri: mosche cocchiere.
    Comunque, in bocca al lupo

  • 17 febbraio 2018

    Give your money to the poor!!!!

  • josep.porta999@gmail.com 17 febbraio 2018

    non mi meraviglio se gli ITALIANI sono in queste condizioni questo non è neppure da considerare. Mi meraviglio di quei dementi che gli sbavano dietro ad un poveraccio come lui