Renzi a Bologna. Ma nella roccaforte rossa sono solo in 250 ad applaudirlo

L’effetto sala gremita c’è, ma solo perché l’Opificio Golinelli di Bologna contiene s in tutto un paio di centinaio di posti a sedere, che sommati alla gente in piede fanno 250. Non proprio un’adunata oceanica e non proprio un buon viatico per un Matteo Renzi impegnato nel derby a sinistra, soprattutto se si considera che ad attendere il leader del Pd ci sono mezzo governo, il sindaco della città e il gotha del partito. Niente in confronto alla capacità di mobilitazione della sinistra nella “rossa” Bologna.

Renzi ha parlato all’Opificio Golinelli

Ma questo è quel oggi passa il convento e Renzi non ha che da fare buon viso a cattivo gioco. L’ex-premier è lì per presentare il programma, ma il programma è solo un pretesto per tastare il polso al luogo simbolo dell’identità del Pd e prevedere i danni che nell’urna potrà arrecare la scissione di Liberi e Uguali. Proprio a Bologna, del resto, sei gioca una delle sfide emblematiche della distanza che separa Renzi dal partito guidato da Pietro Grasso, quella tra Pieferdinando Casini, ex-dc e uomo di punta del centrodestra berlusconiano, e Vasco Errani, bandiera della sinistra emiliana. Scontato, quindi, che il primo pensiero Renzi lo dedichi alle polemiche sulle liste delle ultime ore: «Il Pd – azzarda – andrà a vincere le elezioni se avrà la forza di affrontare questi temi e non di discutere al proprio interno». Il fuoco amico è la sua vera preoccupazione, non tanto per l’oggi quanto per il domani post-elettorale.

«Il nostro programma non è da Paese dei balocchi»

Quel che più l’angoscia è non essere riuscito a scrollar di dosso l’immagine di un uomo di potere senza scrupoli che ha piazzato ovunque i propri adepti. Angoscia che riecheggia anche al Golinelli: «Hanno detto che abbiamo messo in lista solo fedelissimi, oggi è forse la prima volta che incontro Lisa, fedelissima sì ma all’idea di una cura del futuro», urla nel microfono dopo l’intervento di Lisa Noia, un’avvocatessa del Pd. Infine, un appello a serrare i ranghi rivendicando i risultati del suo governo: «Quelli – attacca rivolto agli avversari – lanciano per aria proposte inaudite e assurde, fanno il reddito di cittadinanza coi soldi del Monopoli, noi proponiamo 100 piccoli passi in avanti per l’Italia. Ma lo facciamo partendo da 100 cose che abbiamo fatto. Se cercate il Paese dei balocchi – conclude Renzi – avete sbagliato destinazione».