Rampelli: «Né condoni impossibili né ruspe selvagge. Ecco il nostro piano»

giovedì 8 febbraio 12:54 - di Redazione

Condoni sì? Condoni no? Sull’abusivismo edilizio e il “restauro” del territorio Fratelli d’Italia ha le idee molto chiare e non da oggi. Fabio Rampelli entra nel dibattito di queste ore condotto a suon di spot illustrando una proposta seria che rimedi agli ecomostri senza gettere milioni di famiglie in mezzo alla strada.

Rampelli: siamo contro i condoni e la retorica della ruspa

«Siamo contro il condon0 generalizzato, ma basta con la retorica della ruspa. Abbiamo un progetto straordinario di restauro del terrirorio che sosteniamo da oltre 20 anni – dice il capogruppo alla Camera del partito di Giorgia Meloni –  e che oggi potremo realizzare se gli italiani ci daranno fiducia. Il futuro governo potrà varare, su impulso del ministero per le Infrastrutture, le linee guida per Regioni e Comuni che consentano di individuare aree di recupero e sostituzione dove trasferire le cubature non sanate». È un’operazione – spiega Rampelli – nella quale coinvolgere i privati attraverso il riconoscimento di premi di cubatura per rendere sostenibile la demolizione sul piano economico. Lo Stato parteciperà con un fondo per favorire gli espropri. «Pensiamo a una grande azione di restauro del territorio, che libererebbe le coste, il paesaggio, i siti monumentali e archeologici dalle invasioni edilizie e dagli ecomostri, valorizzando il bene pubblico e rilanciando in modo straordinario l’edilizia, mettendola sul binario della rigenerazione e riqualificazione, con consumo di superficie a saldo zero». Un piano virtuoso: «Ci sarebbe lavoro in quantità per imprese, artigiani, urbanisti, professionisti, si metterebbero in sicurezza molte aree, non si getterebbero milioni di famiglie in mezzo alla strada, non si lascerebbe (come accadrebbe con una sanatoria) tutto come è, relegandolo nel “limbo italiota” dell’abuso tollerato e strumentalizzato».

Serve un piano serio di restauro del territorio

«È una proposta su cui vogliamo coinvolgere ordini professionali, facoltà universitarie, soprintendenze ai Beni Culturali, associazioni dei costruttori e dei piccoli proprietari – aggiunge Rampelli – per condividere l’unica soluzione possibile per combattere davvero l’abusivismo edilizio mettendo in campo anche un definitivo snellimento delle pratiche di sanatoria in sospeso da 25 anni e una semplificazione delle autorizzazioni a costruire, per scongiurare la reiterazione degli abusi». Infine una domanda polemica: «Ci piacerebbe chiedere alla sinistra perché, quando ha governato, non ha proceduto alla demolizione dei milioni di case abusive… La risposta è che è semplicemente impossibile e occorre essere seri e prendersi le proprie responsabilità. L’abusivismo è nato e si è diffuso esponenzialmente con le amministrazioni social-comuniste e democristiane, non certo di destra, quelle che quando gli edifici irregolari venivano realizzati, dal secondo dopoguerra agli anni 2000, si voltavano dall’altra parte».

Commenti

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  • carlonobile38@libero.it 9 febbraio 2018

    Egregge sig. Rampelli,il suo piano per l’edilizia sarebbe non buono ma ottimo.Solo che bisogna fare prima i piani regolatori e quelli particolareggiati,dopo di che si possono e si devino realizare dei programmi come il suo.Le costruzioni abusive ci sono state e forse ci saranno ancora per la mancanza dei su citati piani.E vero quello che lei dice per quanto riguarda l’occupazione,poiché l’industria edìle e una industria cosidetta trainante,avendo bisogno per la realizzazione di uno stabile di più decine di industrie per il rifornimento delle varie materie prime necessarie.Le auguro che lo possa realizzare

  • giidelson@alice.it 9 febbraio 2018

    I condoni fanno AUMENTARE GLI ABUSI !

  • maurocollavini@libero.it 9 febbraio 2018

    Sono contrario ai condoni, punto e basta. Per rendere sicuro contro le emergenze c’è già un immenso piano di riqualificazione; Magari si può implementarlo ulteriormente ma senza aggiungerci edifici da condonare. Al limite e se vi sia un opportuno interesse siciale si potrebbe salvare edifici da condonare facendoli propri dello stato e gestendoli come case da affittare bai meno abbienti.

  • Giuseppe Forconi 9 febbraio 2018

    D’accordissimo, si potrebbero dare appalti e naturalmente posti di lavoro, ma come la mettiamo con la mafia ?? chi fara’ da filtro per evitare che la mano morta non entri in questa lucrosa impresa??

  • seraifini_ma@libero.it 8 febbraio 2018

    E sopratutto non danneggia i cittadini anzi migliora la qualita della vita per spazi e collocazioni !!
    Bravo approvo!!!!!
    Questa e’ una proposta seria da non mandare nel dimenticatoio!!!!!!

  • seraifini_ma@libero.it 8 febbraio 2018

    Caro Rampelli:
    chiaro che per lei io sono uno sconosciuto ma sul territorio sono conosciuto e ascoltato da svariati contatti sui social,
    ritengo giusto quello che si argomenta ridare a questo paese un indirizzo che va nella direzione sostenibile e capace di recuperare la bellezza del territorio e da accogliere con entusiasmo!!!!
    Definirei questo un grande evento che ricorda se pure in modo diverso quello del ventennio!!!!!!