Rampelli: «Cancelleremo la “cattiva scuola” di Renzi, è la sua Caporetto…»

«Sulla scuola Renzi ha compiuto il suo scivolone più clamoroso, provocando lo sprigionarsi di una mobilitazione di insegnanti, studenti, famiglie mai vista per dimensioni e trasversalità, senza bandiere e senza appartenenze politiche». Parola di Fabio Rampelli che, in una conferenza stampa a Montecitorio, ha ripercorso le battaglie di libertà e la «vitalità dei protagonisti della“comunità educante” che ha costretto anche i sindacati tradizionali a rincorrere un movimento spontaneo».

Rampelli: annulleremo la “cattiva scuola” di Renzi

Con il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera anche Rosa Sigillò, insegnante, candidata alla Camera in due collegi di frontiera (Lazio e Calabria), che ha spiegato perché la legge 107 «va abrogata, o almeno significativamente modificata, riportando la scuola ad essere un’istituzione dello Stato, in cui il preside torna ad essere preside, e non “dirigente scolastico”, gli insegnanti docenti e non “personale scolastico”, e gli studenti fanno gli studenti e non gli “utenti”».

Sigillò: che faccia tosta, l’ex premier

Renzi vorrebbe ripartire dalla scuola – aggiunge  la Sigillò, una delle protagoniste della crociata contro la “cattiva scuola” renziana – mi chiedo con quale coraggio lui si stia ripresentando e soprattutto come faccia a non capire che sono gli insegnanti ad averlo “cacciato”. «Fdi – ha aggiunto – si batte per l’eliminazione della chiamata diretta, per “ambito”, in favore della scelta dell’insegnante, oltre che per «la necessità di rivedere il Testo unico in modo da procedere al reclutamento del docente inserendolo nella graduatoria ad esaurimento». La rivoluzione dolce di Fratelli d’Italia del pianeta scuola è una delle priorità del programma elettorale del partito ed Giorgia Meloni, una lunga semina iniziata con la svolta impressa all’istruzione da Laura Marsilio, ex assessore alla scuola di Fratelli d’Italia in Campidoglio.