Rabbia e orrore a Brindisi, pakistani “regolari” stuprano un giovane italiano

Una serata con gli amici, e poi, l’incognita del ritorno a casa. Perché in questo si è trasformata la quotidianità delle nostre città multietniche: nel provare a vivere una vita normale e sperare di farla di franca, Di passare inosservato ai nugoli di immigrati che assediano le stazioni ferroviarie e della metropolitana. Di non incappare nello sguardo minaccioso di chi ci affianca in strada. Nel non provocare, anche semplicemente mettendosi in un angolo, aggressività e violenza represse in chi è dietro i nostri passi, nella seduta di fronte sul bus, accanto a noi dietro il bancone di un bar.

Brindisi, pakistani violentano un ragazzo italiano

Chissà quante volte deve aver pensato di averla fatta franca il giovane italiano abbordato, provocato, poi trascinato a forza in un vicolo e abusati da due immigrati pakistani dotati di permesso di soggiorno, rinnovato per il primo e scaduto, ma in fase di rinnovo, il secondo. Una violenza sorda a qualunque appello alla clemenza. Una brutalità selvaggia, forse scatenata anche da quelle avances rivolte al giovane dai due stranieri poco prima, ma che il ragazzo italiano aveva fatto cadere nel vuoto sperando che la cosa finisse lì. E invece no: non è finita lì, anzi, forse dal quel rifiuto in poi si è alimentata di una brama di sopraffazione e di aggressività che hanno avuto fine solo al rumore del motore di un auto in avvicinamento nella zona e con l’apparire in lontananza, in quel vicolo buio, della luce di un lampeggiante. La vittima avrebbe poi raccontato alla polizia quanto subito e, anche grazie all’aiuto delle telecamere di videosorveglianza della zona, gli agenti sono arrivati tempestivamente alla cattura del 29enne Rab Nawaz, e del coetaneo  Ali Imram. «Le indagini – come riferito in queste ore, tra gli altri, dal sito de il Giornale – sono coordinate dal pm di turno MiltoStefano De Nozza, hanno permesso di assicurare alla legge i due criminali». La domanda è: fino a quando?