Quando Mattarella disse: «Tatarella, una persona seria e di grandi capacità»

«La preparazione della legge del ’93 è stata lo spartiacque dei rapporti tra me e Tatarella». Sergio Mattarella, in un’intervista di Italo Bocchino pubblicata nel numero 4 della rivista Con (dicembre 2007-gennaio 2008), ricordava a distanza il ruolo che aveva avuto Pinuccio Tatarella nella formazione della legge elettorale che negli anni ’90 ha introdotto il maggioritario in Italia. «Il gruppo missino era contrario – spiegava Mattarella – Lui ci tenne a seguire tutti i passaggi della formazione di quella legge. Per quanto riguarda il nostro rapporto, cominciammo a sperimentare lì la reciproca lealtà. Tatarella era una persona seria, oltre che di grande intelligenza e sagacia politica».

Mattarella: «Eravamo su fronti diversi, ma vicini nel metodo»

Mattarella aveva poi confermato che era stato Tatarella a insistere perché la Puglia, sua regione di appartenza, avesse una sua sola circoscrizione: «La Puglia, essendo una grande regione, era stata colpita originariamente dall’ipotesi di essere divisa a metà, in due circoscrizioni. Pinuccio insisteva perché ve ne fosse una. Ci teneva tanto perché non voleva che si spezzasse l’unità pugliese già affermata nella precedente legge elettorale del ’48. Tutto sommato era possibile, e su suo input fa lasciata la monocircoscrizione pugliese». Tatarella,  sottolineava poi Mattarella, predicava lo spostamento «della destra verso l’area di governo e la rappresentatività elettorale di altri settori e ambiti sociali. Dicevo tra me e me questo qui potrebbe essere un democristiano. Nel senso che rivedevo in lui quella che considero la parte migliore della tradizione Dc: avvertire l’esigenza di farsi carico della ragione degli altri. Non per farle proprie, ma per tenerne conto. Saper dialogare è un punto di forza in politica. Io e Pinuccio eravamo su fronti diversi, ma metodologicamente molto vicini».