Prosegue l’invasione turca in Siria nel silenzio totale: arresti anche a Istanbul

Sono 897 i “terroristi neutralizzati” nella regione di Afrin, nella Siria nordoccidentale, da quando il 20 gennaio la Turchia ha annunciato formalmente l’avvio dell’offensiva militare Ramoscello d’ulivo. Lo rende noto lo Stato Maggiore delle Forze  armate turche che aggiorna il bilancio delle operazioni contro i “terroristi del Pkk, del Pyd, delle Ypg e di Daesh”. Con il termine “neutralizzati” i militari turchi si riferiscono alla cattura o alla morte dei “terroristi”. “Stiamo avanzando verso (il centro di, ndr) Afrin. Siamo vicini”, ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyp Erdogan nel corso di un congresso locale dell’Akp nella provincia orientale di Bitlis, stando a quanto riferito dal sito del quotidiano Yeni Safak. “Vedete come i terroristi che fino a ieri hanno sfidato questa nazione fidandosi dei poteri che li hanno supportati si sono trasformati in rettili dopo che le loro caverne sono state bruciate? – ha affermato il presidente – Nessuno può far tornare indietro questa Nazione su una questione che richiede coraggio e forza”. Intanto la polizia turca ha arrestato a Istanbul 82 sospetti, 77 dei quali stranieri, nel corso di un’operazione contro il sedicente Stato islamico. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Anadolu, citando una fonte della sicurezza turca. Secondo gli inquirenti, i sospetti finiti in manette, la cui nazionalità non è stata resa nota, hanno combattuto tra le file dell’Isis in Iraq e Siria e stavano preparando un attentato terroristico nella città sul Bosforo. L’operazione è scattata simultaneamente in 10 diversi distretti di Istanbul.