Porro replica a Boldrini: sciogliere i gruppi neofascisti? Ecco i miei 4 no

Nicola Porro replica, da liberale, alla proposta di Laura Boldrini e di Liberi e Uguali sullo scioglimento dei gruppi neofascisti, premettendo che, sempre da liberale, è fermamente contrario al fascismo inteso come movimento autoritario che nega la democrazia.

Sono quattro i punti affrontati da Porro. Nel primo boccia come propagandistica la battaglia di Laura Boldrini. “È più facile ritenere che sia, quello dell’antifascismo, un buon mezzo per polarizzare, parlare alle corde e alla pancia di un’Italia antifascista per raggranellare qualche voto. Legittimo, ma meno nobile di quanto si spacci”, scrive Porro sul suo blog. Nel secondo punto spiega che è difficile ritenere i gruppi neofascisti più violenti degli antagonisti che si ritrovano in piazza solo allo scopo di menare le mani. “Ci sono in Italia alcune migliaia di giovani e meno giovani – scrive – che si ritrovano in ogni piazza e contestazione, con il solo fine di menare le mani. Possibilmente insultando e picchiando forze dell’ordine. Ecco dove indirizzarsi, se si ha questa voglia di “sciogliere qualcosa” “. Nel terzo punto accusa Boldrini e soci di doppiopesismo: “Come si può pretendere di chiudere CasaPound e tollerare i venti anni anticapitalisti e gruppettari di Askatusuna (per citare solo un caso)? – si chiede Porro –  L’uno si tiene con l’altro. Con una differenza: che i primi sembrano molti meno violenti dei secondi”. Infine, nel quarto punto, Porro sostiene che le idee non si censurano: “Le idee più sbagliate (ma per chi? E chi lo stabilisce?), più odiose, più irritanti devono avere un diritto di tribuna, non si possono “sciogliere” in una dichiarazione buona per qualche applauso da parte dei propri fan”.