Piacenza, il sindaco sui teppisti: disonorate l’Italia. Solidarietà alle forze dell’ordine

Sassi contro lacrimogeni: un carabiniere ferito così come un giornalista colpito a sangue. Il centro della città, nonostante fosse presidiato e blindato, mostra ancora oggi, nel day after di una efferata guerriglia urbana, i segni della violenta contestazione. Di una inaccettabile dimostrazione di forza e di sopraffazione. E oggi la solidarietà – al di là di convincimenti e schieramenti ideologici – va tutta alle forze dell’ordine messe a dura prova negli scontri di ieri a Piacenza. A partire proprio dal primo cittadino, Patrizia Barbieri, tornata in queste ore a condannare duramente quanto di inaccettabile accaduto ieri.

Scontri a Piacenza, il sindaco: vergognoso e inaccettabile

«Ciò che è accaduto sabato pomeriggio in pieno centro storico è vergognoso e inaccettabile. La libertà di manifestare ed esprimere il proprio pensiero è un diritto, ma nel momento in cui diventa un vile pretesto per atti di violenza e vandalismo, è l’antitesi della democrazia e del pluralismo», ha dichiarato fuori da dietrologie e facili allocuzioni diplomatiche il sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri, condannando senza se e senza ma gli scontri che si sono verificati durante il corteo antifascista di ieri. Non solo: «A nome della comunità piacentina – ha proseguito la prima cittadina – rinnovo la più sincera solidarietà alle forze dell’ordine, ai carabinieri feriti mentre svolgevano il loro lavoro con professionalità e spirito di servizio per tutelare l’incolumità dei cittadini. Desidero rivolgere loro, così come al giornalista colpito al volto da un cubetto di porfido mentre documentava la gravità di quanto stava succedendo, l’augurio di rimettersi al più presto».

Solidarietà alle forze dell’ordine intervenute a difesa di tutti

C’è indignazione e rabbia, oggi, a Piacenza e non solo. Sull’asfalto restano ancora i segni di una guerriglia urbana scatenata da antagonisti con la complicità di immigrati e di facinorosi che ha messo a dura prova pazienza e tolleranza di molti in città. Anche per questo, ha sostenuto ancora la Barbieri, «nel contempo, estendo il ringraziamento dell’amministrazione comunale alle forze dell’ordine impegnate sul territorio per garantire l’ordine pubblico, per il senso del dovere e di responsabilità che quotidianamente antepongono alla loro stessa sicurezza», continuando a rimarcare il fatto di essere certa di dare voce, con le sue parole, «a tutte le persone che sanno difendere le proprie idee nel rispetto della legge, che non hanno paura di mostrare il proprio volto né bisogno di ricorrere all’aggressività. Chi lo fa, evidentemente, non ha capacità argomentative, né l’intelligenza per comportarsi in modo diverso».

La protesta di violenti contro chi fa il proprio dovere perde legittimità

Per tutto questo, e molto altro di più, ha quindi concluso il sindaco: «Confido che ci sarà il massimo rigore nell’individuare e perseguire i responsabili, perché nessuno pensi che la libertà di pensiero equivalga alla libertà di agire in modo incivile, mettendo in pericolo gli altri o attaccando chi sta svolgendo il proprio lavoro per la collettività». E chi ha agito in modo aggressivo e incivile, di certo, e come sottolineato da Patrizia Barbieri, sono «provocatori estremisti, che di certo non onorano i valori della Costituzione di cui si dichiarano paladini. Perde ogni legittimità – ha non per niente chiosato il suo intervento la prima cittadina di Piacenza – la protesta di chi prende a calci un uomo a terra e impedisce agli altri di esercitare i propri diritti politici». Non serve davvero aggiungere altro.