Pestaggio del leader di Fn, i due antagonisti fanno scena muta davanti al Gip

Verrà emessa entro domani alle ore 12 la decisione del gip del Tribunale di Palermo, Roberto Riggio, sulla convalida del fermo di Gianmarco Codraro e Carlo Mancuso, i due antagonisti arrestati con l’accusa di tentato omicidio per il pestaggio del leader di Forza Nuova Massimo Ursino. Né Mancuso né Codraro, che sono stati interrogati in due momenti diversi perché hanno il divieto di incontro tra loro, hanno risposto al gip Riggio. I due, appartenenti al collettivo dello studentato occupato “Malarazza”, sono accusati in concorso con altri soggetti: altri 4 antagonisti sono già stati indagati a piede libero, ma per gli inquirenti in totale gli aggressori sarebbero otto, dunque ci sono ancora due ricercati.

Ursino vittima di un pestaggio di inaudita brutalità

Per Cordaro e Mancuso il procuratore aggiunto Ennio Petrigni ha chiesto la convalida del fermo e l’emissione della custodia cautelare. Il difensore dei due, Giorgio Bisagna, si è opposto parlando di «errata qualificazione giuridica del fatto» e aggiungendo che «i miei assistiti si professano estranei ai fatti». Secondo il legale, dunque, quelle mosse ai suoi assistiti sarebbero «accuse di fantadiritto». Per l’avvocato, infatti, nonostante l’esistenza di un video dell’aggressione, che ha portato gli inquirenti al riconoscimento dei due arrestati, non vi sarebbe «neppure un indizio di elemento di prova». Inoltre, l’avvocato fa leva sul fatto che Ursino ha riportato una prognosi di “soli” 20 giorni per dire che «parlare di lesioni finalizzate all’omicidio, come sostiene il pm, è fuori dalla realtà documentale e fuori dalla realtà dei fatti». La resistenza fisica del dirigente di Forza Nuova, però, nulla toglie alla brutalità con cui è stato picchiato e che poteva avere conseguenze gravissime.

Le motivazioni dell’accusa di tentato omicidio

Ursino è stato accerchiato da un gruppo di circa otto antagonisti, legato mani e piedi con lo scotch, incappucciato perché non potesse vedere, atterrato e pestato. Si è trattato dunque di una aggressione di violenza inaudita, ,come ha rilevato il procuratore Petrigni, che probabilmente solo per un caso non è sfociata in una tragedia. «La modalità dell’aggressione, nel senso del numero dei soggetti che vi hanno attivamente preso parte, il fatto di aver messo in totale inferiorità fisica la persona offesa, a cui è stato calato sul viso un berretto di lana sia per renderla inoffensiva sia per impedirgli di riconoscere i suoi vigliacchi aggressori, la circostanza di aver addirittura legato col nastro adesivo le gambe di Ursino per impedirgli di scappare, non può far dubitare – ha scritto nella sua richiesta di convalida Petrigni – della sussistenza certa del dolo non delle lesioni ma del tentato omicidio».

Forza Nuova conferma il comizio di Fiore a Palermo

E sempre per domani, ma nel pomeriggio, è attesa la presenza del leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, a Palermo. Il movimento ha confermato il proprio comizio, sottolineando che «reagire contro le pratiche terroristiche è una battaglia di libertà». «Mentre continuano i tentativi di intimidazione dei centri sociali contro i candidati di Italia agli Italiani, con una scritta inequivocabile che è apparsa stanotte su un muro di un paese del palermitano, e le fake news sulle modalità di svolgimento della nostra iniziativa elettorale, confermiamo la presenza di Roberto Fiore a Palermo», ha fatto sapere una nota del movimento.