Perché Onu e Ue ignorano gli spietati islamici nigeriani di Boko Haram?

Il rapimento di 110 ragazze da parte di Boko Haram, non solo ha messo in imbarazzo il governo del presidente Muhammadu Buhari, ma pone molti interrogativi sul perché i Paesi occidentali si stiano completamente disinteressando delle atrocità perpetrate da questo gruppo terroristico. Dopo aver sostenuto con vigore che Boko Haram era sull’orlo della sconfitta, ieri Buhari ha rotto il silenzio e ha ammesso che le ragazze scomparse da una settimana in seguito all’attacco dei militanti islamici al Science School and Technology College di Dapchi, gestito dallo Stato, sono state effettivamente state rapite dal gruppo terroristico. Senza dubbio, l’ammissione è stata difficile perché fa rivivere i ricordi dolorosi del rapimento di massa delle 276 studentesse della scuola di Chibok, nell’aprile 2014, sempre da parte del gruppo terroristico islamico. Quasi quattro anni dopo, 112 delle ragazze sono ancora detenute. Familiari e opinione pubblica chiedono ora ai militari di agire in fretta per riportare a casa le ragazze prima che sia tardi, nonché di garantire la sicurezza nelle scuole, bersaglio principale dell’organizzazione jihadista. Boko Haram, il cui nome si traduce approssimativamente da una locuzione hausa che letteralmente significa “l’educazione occidentale è peccato”, ha ripetutamente preso di mira le scuole che insegnano altre materie oltre al Corano, con l’obiettivo di fondare uno Stato islamico intransigente nella Nigeria nord-orientale. Dal 2009 il gruppo ha provocato almeno 20.000 vittime e ha usato il rapimento come arma di guerra, sequestrando migliaia di donne e bambine, nonché uomini e ragazzi in età da combattimento. Molte di queste giovani ragazze, spesso minorenni, vengono fatte sposare con i membri di Boko Haram o impiegate come terroriste suicidi, contro la loro volontà. Alcuni dei ragazzi usati come combattenti non sono altro che bambini soldato a cui vengono date armi e ordinato di uccidere e mutilare. Il gruppo terroristico è sfuggito in gran parte all’attenzione delle nazioni occidentali che sembrano credere che gli unici terroristi siano i militanti dello Stato islamico in Medio Oriente, denunciano alcuni osservatori, secondo i quali alla coalizione guidata dagli Stati Uniti non potrebbe importare di meno di ciò che sta accadendo in Africa, probabilmente perché l’Occidente non la considera come parte dei loro immediati interessi nazionali e quindi degna delle loro risorse o della vita delle loro truppe.