Torna Soccorso Rosso. Centri sociali solidali con gli aggressori di Ursino

Sulla gravissima aggressione di Palermo al dirigente di Forza Nuova, immobilizzato e picchiato selvaggiamente in pieno centro, parlano i centri sociali della città: pur non rivendicando il gesto, tuttavia criminalizzano Massimo Ursino sostenendo che “se lo doveva aspettare”, per le fantomatiche continue provocazioni dal parte di Forza Nuova. E nel dare la solidarietà verso i picchiatori annunciano supporto materiale e legale. Sembra tornato il tempo terribile di Soccorso Rosso, che in particolare nel 1972 solidarizzò con gli assassini del rogo di Primavalle, Lollo e compagni, fornendo loro ogni tipo di assistenza. Lo fece anche con l’uccisore di Carlo Falvella, il missino assassinato a coltellate, sempre nel 1972, a Salerno, Marini. Avvocati, deputati della sinistra,giornali, si schierarono con i carnefici anziché con le vittime. E adesso la stessa logica sembra imporsi: i violenti rispondono con aggressioni verso chi ha  la colpa di fare “provocazioni”. Però va ricordato che per gli ultras della sinistra, di ieri e di oggi, “provocazione” vuol dire soltanto esistere, fare politica, attaccare manifesti, cosa che evidentemente dovrebbe essere consentita solo alle sinistre o comunque a chi decidono violenti dei centri sociali. Perché di questo passo si va a finire al primo comandamento della sinistra: “Uccidere un fascista non è reato”. E in questi giorni sembra essere proprio così. Occorre fermare la deriva violenta della sinistra quanto prima.