Palermo, manette nei centri sociali: prima notte in cella. Caccia ai complici

Prima notte in carcere per i due antagonisti fermati ieri sera per il brutale pestaggio di Massimo Ursino, il dirigente palermitano di Forza Nuova, avvenuto martedì sera in centro a Palermo. Con l’accusa di tentato omicidio in concorso, sono stati fermati Carlo Mancuso, di 28 anni, e Giovanni Codraro, di 26, per i quali domani si terrà l’udienza di convalida. Ma le indagini proseguono per identificare tutti i partecipante al violentissimo raid antifascista.

I due arrestati vengono dal “Malarazza” di Palermo

I fermati appartengono al “Malarazza”, lo studentato occupato che si trova all’interno dell’istituto dei sordomuti di via Cavour, a pochi passi dalla prefettura. Per la Digos ad agire sono state in tutto otto persone. Altri quattro antagonisti sono indagati sempre per tentato omicidio, ma a loro carico non sono stati emessi provvedimenti di fermo perché la Procura sta cercando ulteriori prove. Al vaglio ci sono le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza nella zona. Occhi puntati, soprattutto, sulla ragazza che avrebbe fatto il video con il suo cellulare. Sarà eseguita una perizia fonica per accertare la sua identità, anche se gli inquirenti sono certi che si tratti della giovane donna identificata ieri. La ragazza nel video dice sorridendo: «Dai, è uno scherzo…».

Orlando colpevolizza la vittima

Proseguono intanto i tentativi di minimizzare la vicenda o, peggio, di scaricare le responsabilità su Ursino. «Invito Ursino a valutare quanta parte del clima che c’è oggi nel nostro Paese non dipenda dalle provocazioni squadriste e neofasciste», ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, di fatto colpevolizzando la vittima, invece di condannare senza se e senza ma quel pestaggio di inaudita violenza, perpetrato in nome dell’antifascismo. Per Orlando, infatti, gli autori del raid sarebbero solo generici «criminali». Eppure dalle stesse parole del loro legale emerge il profilo di due uomini avvezzi allo scontro violento: lamentando come spropositata l’accusa di tentato omicidio, l’avvocato Giorgio Bisagna ci ha tenuto a precisare che i due arrestati non hanno condanne, ma hanno “solo” «procedimenti penali in corso». Di che tipo? «In particolare – ha spiegato l’avvocato – Gianmarco Codraro è stato tratto a giudizio per saccheggio a Cremona e assolto. Mentre Mancuso fa parte dei 17 a processo dopo gli scontri al centro sociale “Anomalia” ed è stato assolto dalla Cassazione».