Ora Salvini sugli attivisti vuole più controlli. Saviano? Si faccia un giro a Termini

Mandante morale come ha detto Saviano? Fomentatore di odio come dice Laura Boldrini? Matteo Salvini, il giorno dopo la sparatoria del folle giustiziere di Macerata, respinge le accuse ma ammette che c’è un problema di controllo nel reclutamento dei militanti. E spiega, in un’intervista al Messaggero: “In Italia ci sono ottomila comuni, che io possa sorvegliare tutte le liste è difficile. Chiederemo ai responsabili locali di star sempre più attenti, anche se questo qua era incensurato e non facendo lo psichiatra non posso sapere se uno è matto o è normale…”.

Va anche aggiunto che definire Luca Traini un leghista è appiccicare un’etichetta priva di senso. Traini era un riempitivo nella lista comunale di Corridonia. Talmente marginale che non ha preso un voto, zero preferenze. Cioè non si è neanche votato da solo… Una circostanza che anche Salvini mette in evidenza, raccontando di avere già parlato con i dirigenti del suo partito nelle Marche e di avere chiesto i chiarimenti del caso. Poi aggiunge: “La violenza va sempre condannata, sono pacifico, non violento, non ho il porto d’armi, ma sono stufo di una immigrazione fuori controllo. In ogni caso, alle accuse di Saviano dico che è facile parlare da un attico di New York senza conoscere i problemi che i romani, alla stazione Termini o al Tuscolano, toccano con mano ogni giorno. Saviano si facesse un giro al Tuscolano come ho fatto io la scorsa settimana per capire i problemi