Omicidio di Pamela, Calderoli: «Spediamo il killer in Nigeria, lì c’è la pena di morte»

Si cerca di capire il movente e le modalità dell’efferato omicidio commesso ai danni di Pamela Mastropietro, la ragazza romana tossicodipendente fatta a pezzi nella zona di Macerata, dove era ospite di una comunità di recupero. In manette è finito un nigeriano di 29 anni  fermato dai carabinieri: l’uomo, che era in possesso di permesso di soggiorno scaduto e aveva precedenti di polizia per stupefacenti, è stato visto da un testimone nella serata del 30 gennaio con le valigie in cui poi la vittima è stata ritrovata. Il cadavere della giovane, smembrato e chiuso in due trolley, è stato trovato ieri mattina in via dell’Industria a Pollenza (in provincia di Macerata) dai carabinieri, intervenuti su segnalazione della polizia municipale insospettita dalla presenza delle valigie sul ciglio della strada.

Sdegno e dolore, in tutta Italia, per una vicenda tragica e crudele, così come sul fronte poltiico, dove si invocano misure più drastiche sul fronte dell’immigrazione. Da segnalare una brutale ma quasi ovvia constatazione del leghista Roberto Calderoli, che spiega. «Il terribile omicidio di Pamela si sarebbe potuto evitare se, chi aveva la responsabilità di espellere questo nigeriano clandestino, e mi riferisco al ministro degli Interni, avesse fatto il suo dovere e lo avesse allontanato dal nostro territorio. Oggi avremmo un criminale in meno in Italia e Pamela avrebbe tutta la vita davanti», dice il senatore della Lega, per poi aggiungere. «Chi in questi anni ci ha ossessionato con la storiella dei poveretti da accogliere perché scappano dalla guerra si faccia un vero esame di coscienza, perché questo assassino non scappava da nessuna guerra ed è venuto qui solo per delinquere. A casa sua finirebbe al muro in poche settimane e verrebbe condannato a morte, qui se la caverà con una decina di anni. Diamolo alle autorità nigeriane, lasciamolo a loro, ci penseranno loro a fare giustizia, a fare giustizia per Pamela», conclude Calderoli.