Nuovo attacco di Erdogan alla Ue: ci dovete ancora sei miliardi di euro

“Purtroppo non sono state mantenute le promesse che ci erano state fatte”. E’ quanto ha affermato Recep Tayyip Erdogan riferendosi alla questione dei rifugiati siriani in Turchia che il presidente turco ha detto di aver affrontato durante i suoi colloqui di lunedì a Roma. “L’Ue ci aveva detto che per i rifugiati sarebbero stati previsti in totale sei miliardi di euro. Ma sinora sono arrivati solo 900 milioni”, ha sostenuto Erdogan che – citato dal giornale turco Hurriyet – ha aggiunto che i fondi sono stati trasferiti alla Mezzaluna Rossa turca attraverso organizzazioni internazionali. Secondo Erdogan, la comunità internazionale deve intervenire per facilitare il ritorno in patria di 3,5 milioni di rifugiati siriani che attualmente si trovano in Turchia. “Ho detto loro – ha affermato Erdogan riferendosi ai colloqui di lunedì con Papa Francesco, con il capo di Stato Sergio Mattarella e il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni – che se ci sarà garantito sostegno finanziario faremo del nostro meglio affinché possano tornare nelle loro terre”.

I curdi: Erdogan usa i 3 miliardi della Ue per massacrare i civili in Siria

Diversa la versione dei curdi. “Se l’Italia è un Paese democratico che rispetta i diritti umani e non vuole l’immigrazione dalla Siria nel suo territorio non deve fare accordi economici col presidente turco Erdogan che sta utilizzando i 3 miliardi ricevuti dall’Unione Europea per bombardare e massacrare i civili in Siria anziché combattere contro Daesh”. E’ quanto sottolinea Ozlem Tanrikulu, responsabile dell’Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia (Uiki Onlus) in piazza insieme a ”politici, giuristi, giornalisti, sindacati e insegnanti”, racconta, per protestare contro la visita di Erdogan a Roma. “La nostra – sottolinea Tanrikulu – è una manifestazione per dimostrare che i curdi vogliono la pace e la democrazia in Medio Oriente, non la guerra e alla nostra protesta si sono uniti tanti italiani. L’Ue deve fare i conti con la Turchia, non da un punto di vista economico ma politico. In Turchia ogni giorno vengono arrestati e spesso anche uccisi tutti i dissidenti: giornalisti, intellettuali, accademici, sportivi, difensori dei diritti, umani sindaci e deputati ecc. La Turchia oramai è diventato un Paese fondamentalista dove vengono concessi i matrimoni tra bambine e vecchi e dove vengono assassinate donne ogni giorno”. “E’ stato dimostrato che con i soldi ricevuti la Turchia finanzia le sue imprese di armi – aggiunge – e con queste armi bombarda città come Afrin, che ospita centinaia di rifugiati. Anche l’Italia vende alla Turchia elicotteri che vengono usati contro i civili. Le proteste contro Erdogan si sono svolte svolgendo non solo a Roma ma in diverse città italiane a dimostrazione che i curdi non sono soli. Il 17 febbraio -annuncia Tanrikulu- è in programma a Roma una grande manifestazione a piazza della Repubblica, una marcia per chiedere la liberazione dei prigionieri politici e per difendere Afrin”, conclude.