Nave Eni sequestrata dai turchi, dalla Ue solo un “buffetto” ad Ankara

lunedì 12 febbraio 19:31 - di Redazione

“La Turchia deve impegnarsi in modo inequivoco per relazioni di vicinato amichevoli ed evitare qualsiasi fonte di frizioni, minacce o azioni dirette contro uno Stato membro che danneggino i buoni rapporti di vicinato. In più, la Ue sottolinea la necessità di rispettare la sovranità degli Stati membri sulle loro acque territoriali e sul loro spazio aereo”. Così la vice portavoce capo della Commissione Europea Mina Andreeva commenta, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, il caso della Saipem 12000, nave del gruppo Eni che è stata bloccata da navi militari turche nelle acque cipriote, mentre si apprestava a condurre operazioni di trivellazione nella zona economica esclusiva di Cipro.

“Le nostre imprese non sono difese”

L’Eni è al “primo posto nel mondo per trovare gas, ma le nostre imprese vengono spesso lasciate da sole all’estero”. Così Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia commenta la vicenda della nave Saipem 12000 noleggiata dall’Eni in viaggio verso Cipro e bloccata dalla marina militare della Turchia lo scorso 10 febbraio. Secondo Tabarelli, questa vicenda, se da una parte dà luce alla promettente scoperta dell’Eni nelle acque del Mediterraneo Orientale (“uno dei gioielli di cui noi italiani possiamo essere orgogliosi”), dall’altra mostra “ancora una volta, la debolezza della nostra politica estera”. L’Eni, sottolinea Tabarelli, “è al primo posto al mondo nel trovare nuove riserve di gas” e quest’ultima scoperta “si inserisce tra quelle di successo come il maxigiacimento di Zohr”. Il tema, dunque, “è così interessante tanto da scomodare i primi ministri di altri Paesi”. “L’iniziativa turca (ossia di bloccare la nave Saipem 12000 noleggiata dall’Eni, ndr), però, non ha trovato un’adeguata risposta dal nostro governo ed è un po’ triste vedere la nostre imprese non essere difese” aggiunge Tabarelli. Su Cipro, dunque, conclude Tabarelli, “c’è uno scontro che va avanti da secoli”, caratterizzato, sempre di più, da forti interessi economici.

Ankara non farà marcia indietro

Ma la Turchia insiste nel syìuo atteggiamento: i greco ciprioti stanno mettendo alla prova la pazienza della Turchia nel Mediterraneo orientale. Lo ha sottolineato l’ex vice ammiraglio della Marina turca, Cem Gurdeniz, intervistato dal quotidiano Milliyet sul blocco imposto dalle navi militari di Ankara alla Saipem 12000 che ha in programma attività di perforazione per conto di Eni nel blocco 3 nelle acque della Zona Economica Esclusiva della Repubblica di Cipro. Secondo Gurdeniz, il blocco imposto alla Saipem 12000 è una dimostrazione di forza della Marina turca che, a suo parere, non farà marcia indietro sulla questione. “Queste mosse della Grecia e della parte greca di Cipro stanno mettendo alla prova la nostra pazienza e la possibile reazione della Turchia”, ha detto Gurdeniz, secondo il quale se la Turchia dovesse cedere darebbe l’impressione che è disposta a farlo anche su altre questioni. Secondo l’ex vice ammiraglio, Grecia e Cipro hanno voluto approfittare del fatto che ora l’attenzione della Turchia è focalizzata sulle operazioni in Siria per lo sfruttamento delle risorse dell’area, evidenziando tuttavia che ogni volta che i due Paesi hanno agito con opportunismo, hanno subito significative perdite territoriali. “Il loro obiettivo – ha proseguito Gurdeniz – è costringere la Turchia nel Mediterraneo orientale a restare confinata tra Antalya e il Golfo di Alessandretta, ma anche far utilizzare la ricchezza naturale del Mediterraneo orientale ai Paesi che vogliono loro” . “Ma nel 21esimo secolo la Turchia ha rafforzato la sua flotta navale e non permetterà questo, non si ritirerà”, ha concluso.

Commenti

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  • Giovanna De Canio 13 febbraio 2018

    Di che cosa ci meravigliamo, ragazzi ? Anche la Turchia sa come si tratta una Italia senza OO…

  • Vier 13 febbraio 2018

    A parte il fatto che qualche idiota di ministro dovrebbe richiamare l’ambasciatore e cacciare via l’omologo turco, qualcuno mi spiega perché stiamo in questo cesso d’europa, che si cacaddosso invece di far valere dei principi sacrosanti? I NOSTRI FUCILIERI non sono bastati per far vedere la demenza del “vecchio (in)continente”? Poi però ci stanno a massacrare i cabbasisi coi formaggi, vini e pomodori finti. Presentare un conto da 100 mld di euro, tanto per le piccole spese, e vedere se ci cacciano? Oppure fornire documenti regolari ai “migranti” per farli migrare? Loro ci andrebbero. Chi sta qua, se non VERO profugo, in cava o a produrre qualcosa in cambio di cibo. Quelli “veri” destinati a mansioni sociali, tanto per ripagare la comunità che li accoglie. Azz!

  • Marco 13 febbraio 2018

    I martiri di Otranto, Taranto, Cipro ecc. inorridirebbero di fronte a tale calata di braghe italiota!

  • Agostino Ginevra 13 febbraio 2018

    Sono decenni che la Politica Estera italiana è inesistente, siamo accomodanti in tutto ma sempre a favore degli altri Stati che dimostrano più “carattere” rispetto a noi, siamo diventati “Yes man”di tre quarti di mondo e l’altro quarto ce lo stiamo portando dentro casa. Quando avremo un Ministro degli Esteri che, invece di far vetrina comincerà a battere i pugni sul tavolo per far valere i nostri diritti e le nostre ragioni allora l’Italia potrà cominciare a risalire la china della sua immagine e quando le nostre Forze Armate saranno mandate a difendere la nostra economia e i nostri “diritti” invece di mandarli in operazioni di pace, allora significherà che stiamo risalendo la china e avremo il rispetto degli altri Stati.

  • alberto 13 febbraio 2018

    L’episodio evidenzia quanto l’Italia delle accoglienze e dei buonismi pesi nel contesto internazionale. Tutti pensano di noi che siamo dei pagliacci e ci trattano come tali, anche eprchè le nostre forze armate non solo hanno l’ordine di non reagire a nulla ma addirittura quello di portare qua quanti più africani possibile.

  • Alberto Lazzari 13 febbraio 2018

    Il Governo invia le navi della MM a fare da taxi ai migranti ma quando si tratta di utilizzare la FA per salvaguardare gli interessi nazionali non muove neppure la falange del dito mignolo – L’esempio dei fucilieri insegna!