Museo Egizio, FdI: «Nessuno vuole cacciare il direttore, è una bufala» (video)

Una bufera per nulla. Una montatura dei media per far dimenticare l’iniziativa cretina del direttore del museo egizio di Torino. «È una bufala inventata dalla stampa la notizia che Fratelli d’Italia voglia cacciare il direttore del museo egizio di Torino. Io non l’ho mai detto. Ciò non toglie che abbiamo diritto di dire che questa iniziativa dei biglietti scontati solo per gli arabi è discriminatoria verso gli italiani». Giorgia Meloni sgombra il campo da equvoci dopo il polverone suscitato dalle sue parole a proposito dell’iniziativa dei vertici del museo egizio di Torino di fare sconti sul biglietto d’ingresso per i visitatori di lingua araba. Un’operazione discriminatoria che dimostra l’idea dell’immigrazione e dell’integrazione della sinistra. «Discriminatoria – aggiunge – anche nei confronti degli immigrati che non sono di lingua araba. E che sono tanti. Un’inziativa stupida che non ha nessun senso né sul piano culturale né su quello manageriale».

Meloni: è un’idea stupida, ma non cacceremo nessuno

«Noi vogliamo fare l’esatto contrario di quello che ha fatto la sinistra in Italia – spiega la Meloni– cioè liberare la cultura italiana dall’occupazione sistematica che è stata fatta. Faremo lavorare tutti, anche chi non ha la tessera in tasca, nemmeno la nostra».  Quella del museo di Torino è un’iniziativa stupida – insiste – e ancora più stupida è la levata di scudi della sinistra a difesa del direttore e il fatto che stamattina Renzi abbia telefonatoi a un signore che guadagna 120mila euro l’anno mese, ma non abbia ritenuto di telefonare a un brigadiere dei carabinieri che ne guadagna 1.200 pestato dai suoi amici dei centri sociali. Ci piacerebbe sapere anche quanto sono costate le pubblicità in lingua araba che raffigurano donne velate nella stessa Italia in cui vorremmo difendere i diritti della donna».

Mollicone: Franceschini faccia il suo dovere

Prima della leader di Fratelli d’Italia era stato il responsabile della comunicazione, Federico Mollicone, ad archiviare la pratica. «Non ho mai scritto di voler cacciare il direttore Greco del Museo egizio, è semplicemente una fake news costruita ad arte da alcune agenzie che già avevano battuto la mia dichiarazione in modo corretto. Per il resto, criticare una scelta gestionale di un direttore il cui stipendio è pagato sì da una Fondazione, ma il cui fondatore principale è sempre il Ministero dei Bemi artistici e culturali, ritengo sia ancora permesso in una nazione libera». L’invito di Mollicone era contro l’appello dei Comitati scientifici del Mibact, che invece di esprimere pareri culturali interferiscono con la campagna che ha difeso il direttore del Museo. «Uno strano conflitto di interessi. Pertanto – conclude l’esponente di Fratelli d’Italia – consiglio al ministro Franceschini di ricordarsi la sua carica istituzionale e di censurare loro non noi».

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