Mosca smentisce: “Soldati russi uccisi in Siria? E’ l’ennesima fake news”

La guerra in Siria è fatta anche di fake news, oltre che di carri armati e bombe. “Le notizie di centinaia, o anche decine, di russi uccisi in raid americani in Siria diffuse dai media occidentali è classica disinformazione”, spiega una fonte del ministero degli Esteri russo citata dall’agenzia Tass. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov sollecita i media “a non farsi guidare da informazioni errate, in modo intenzionale o no, a fare attenzione a come vengono descritti tali incidenti importanti, e a non farsi incantare da informazioni distorte”. “Non si può escludere la presenza in territorio siriano di cittadini russi. Non sono militari russi, questo è tutto quanto possiamo dire ma, in ogni caso, i nostri cittadini rimangono cittadini russi, qualunque cosa accade”, ha concluso. Come sic ricorderà, ieri l’agenzia americana Bloomberg aveva scritto che più di 100 contractor, la maggior parte dei quali russi e molti dei quali veterani del Donbass, impegnati al fianco delle forze di al Assad o filo Assad, sono stati uccisi e 200-300 feriti in un’operazione, con esito catastrofico, contro una base controllata dagli americani e dalle forze controllate dagli americani nella regione di Deir Ezzor. In realtà non si capisce bene cosa sia accaduto: la difesa russa ha smentito ogni ruolo nell’attacco e il segretario della Difesa americano Jim Mattis ha definito l’accaduto come “fonte di perplessità”, senza aggiungere altro. “Ufficiali della coalizione (la coalizione anti Isis a guida americana, ndr) erano in regolare contatto con le controparti russe prima, durante e dopo l’attacco fallito e non provocato. I russi hanno assicurato che non avrebbero attaccato forze della coalizione nei dintorni”, ha spiegato il portavoce militare americano Thomas Veale. L’offensiva è stata portata a termine da una formazione delle dimensioni di un battaglione sostenuto da artiglieria, carri armati, lanciarazzi, e mortai. Un comandante dei contractor ha denunciato che il bilancio delle vittime è in aumento, con decine di feriti trasferiti in ospedali militari di San Pietroburgo e Mosca.