Milano, primi scontri con la polizia. Antifascisti bloccati e dispersi

«Ieri partigiani, oggi antifascisti»: lo slogan campeggia in uno striscione srotolato dai comunisti del collettivo Casc Lambrate, una dette tante sigle dell’antagonismo violento di Milano, dal monumento a Garibaldi di Piazza Cairoli che una trentina di loro aveva assaltato in segno di protesta contro la manifestazione che proprio lì, oggi alle 15, terrà CasaPound alla presenza di Simone Di Stefano e della candidata alla presidenza di regione Lombardia Angela De Rosa. Sono seguiti momenti di tensione con le forze di polizia che sono riusciti a farli sgomberare senza caricarli. Alcuni militanti che avevano opposto resistenziali agenti sono rimasti lo stesso contusi.

A Milano comizi di CasaPound e Lega

Piazza Cairoli è stata solo la prima tappa del collettivo rosso di Lambrate. Una volta disarcionati dal monumento di Garibaldi, infatti, i nuovi antifascisti si sono diretti in corteo verso Piazza Duomo, dove alle 15 è prevista la manifestazione della Lega “Se non ora, mai più” con la presenza di Matteo Salvini. Appare sempre più evidente che lo scopo vero dei cosiddetti antagonisti, a Milano come a Torino, a Roma come a Palermo o a Napoli, è far ripiombare l’Italia nella tragica cappa degli anni ’70 con il loro strascico di violenze e di lutti.

La Meloni: «Chiuderemo i centri sociali illegali»

È in atto un escalation che la sinistra ufficiale finge di non vedere e che si nutre anche delle parole avventate e irresponsabili di una Laura Boldrini, che con insostenibile leggerezza parla di messa al bando di movimenti politici senza rendersi conto che la delegittimazione morale dell’avversario è l’innesco della violenza. Alla luce di una situazione che si fa di giorno in giorno più minacciosa per l’ordine pubblico, appaiono particolarmente calzanti gli annunci di Giorgia Meloni a La Verità: «Una delle prime iniziative quando andremo al governo – ha detto la leader di FdI – sarà chiedere al ministro dell’Interno un decreto legge d’urgenza per far chiudere i centri sociali che si sono macchiati di violenza e che vivono in una situazione di illegalità».