Milano, la proposta indecente di Sala: lavoro ai clandestini. La rabbia sul web

La proposta indecente. Vitto, alloggio e ora anche lavoro per gli stranieri. Anche per i clandestini. Naturalmente a spese degli italiani. E’ il sindaco di Milano Beppe Sala, ad avere chiesto al governo cinque milioni di euro in più rispetto al 2017 per l’accoglienza dei profughi. «Immagino quanta gente scuoterà la testa», aveva detto il sindaco. E’ molta di più di quanto creda Sala la gente, i milanesi, che sono irati, esterrefatti, increduli che il sindaco possa avere messo benzina sul fuoco di una tensione sociale che Milano conosce bene. Questa l’alzata di ingegno del sindaco di Milano:  stessi posti letto ma meno nei maxi centri e più nei servizi cosiddetti «Sprar», che garantiscono non solo vitto e alloggio ma anche percorsi di avviamento al lavoro, assistenza legale, insegnamento della lingua italiana. Tanto paga Pantalone. Il sindaco Beppe Sala, ospite di Dataroom condotto su Facebook da Milena Gabanelli, leggiamo sul Giornale, ha chiesto un piano nazionale che si ispiri al modello tedesco, dove i migranti oltre a ricevere i 35 euro di mantenimento giornaliero, vengono pagati 2/2,5 euro all’ora per svolgere lavori utili.

Sala choc: lavoro agli immigrati anche irregolari

Quello che dice Sala è inquietante: «Immagino quanta gente scuoterà la testa – premette Sala – ma dato che con i tempi della giustizia italiana ci vogliono due o tre anni per capire chi ha diritto allo status e chi no, in questa fase gli immigrati devono usare al meglio il tempo. Paghiamoli per fare lavori utili, poi siamo duri con chi non collabora. Accorciamo il tempo dell’accoglienza a chi dimostra di non volersi integrare e non impara la lingua». I milanesi non credono alle loro orecchie. Vergognoso, siccome non siamo in grado di espellere chi non ha diritto di stare in Italia, intanto facciamoli lavorare. Magari nel frattempo si trastullano con qualche stupro, con qualche rapina. Poi si vedrà. Come si può constatare sulla pagina Facebook, i più duri scrivono che «non c’è da accogliere, c’è da deportare, italiani compresi», chi conia l’hastag #primagliitaliani e accusa gli immigrati di «andare a spasso con i soldi dei contribuenti, vanno rimandati nei loro Paesi». Ancora: «Prima integriamo gli italiani, prima lavoro ai nostri figli»; c’è chi invita il sindaco – che in diretta si era detto «convinto che gli italiani facciano fatica a fare certi mestieri» – a «non ribaltare il problema perché gli italiani sono disposti a tutto pur di lavorare». Livore, rabbia. Perché il messaggio è chiaro: la stragrande maggioranza degli immigrati è irregolare, ma, secondo Sala, avrebbero comunque diritto al lavoro. Insiste su una velocizzazione dell’iter giudiziario ma anche sulla professionalizzazione dei migranti e sull’uso delle caserme. E’ davvero troppo.