Migranti violenti arruolati da Cobas e centri sociali: ecco chi c’era al corteo

domenica 25 febbraio 10:58 - DI Federica Argento

Sorpresa: indovinate chi c’era a sfilare in via Cavour a Roma sotto le insegne rosse del sindacato “S.I. Cobas” e insieme ai kompagni di Potere al Popolo? Cittadini del Bangladesh, del Maghreb, dell’Africa subsahariana. Migranti. Migranti potenzialmente violenti. Marciano scandendo gli stesso slogan della sinistra più violenta e antisistema. “Sollevano i pugni al cielo. Sikh avvolti da turbanti e fisionomie camuffate da kefiah e passamontagna. La marcia prosegue, scandita dai decibel di una camionetta e dal rimbombo dei petardi”, leggiamo sul Giornale che ha seguito da vicino questo corteo. Il connubio centri sociali più migranti è una miscela esplosiva. “S.I. Cobas” e i gruppi che hanno sfilato al corteo di Roma  sono quelli per intenderci che invocano la “libertà” per Moustafa Elshennawi, il “compagno” arrestato per la brutale aggressione del brigadiere di Piacenza. Una massa di persone “contro”, la gente che passa si tiene a distanza, molte saracinesche si chiudevano al loro passaggio. Tutti in lotta contro tutti, contro il sistema, l’Occidente, i partiti, il capitalismo, la borghesia. Slogan triti e ritriti. Vecchi sinistri e immigrati uniti nella lotta. Sembra di essere tornati indietro agli anni 70 ma la pericolosità sta “in un elemento nuovo: i centri sociali che arruolano i migranti come nuove masse proletarie. “Sui volantini si leggono sigle che evocano fantasmi del passato: partito comunista internazionalista, Quarta Internazionale, sinistra anticapitalista. E riappaiono frasi come questa: “Il fascismo c’è già, si chiama democrazia”. L’astensionismo è il primo comandamento”, leggiamo nel reportage del Giornale. Nessuno si preoccupa, visto che ad assere  attenzionati sono altri.

 

 

Commenti

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  • petteneal@gmail.com 26 marzo 2018

    Se fanno presto un governo serio e vedrete come cambiano le cose! Per il popolo italiano la misura è colma!

  • Gigginocar@katamail.com 26 febbraio 2018

    Scusate ma i Cobas non sono sindacalisti delle forze armate?E allora di che parliamo? Qua non si capisce più niente non c’è proprio religione.

    • giorgioborgato@giorgioborgato.it 27 febbraio 2018

      con la sigla ‘cobas’ si intende comitati di base , è la parte più radicale di ogni organizzazione sindacale . Forse l’hai identificata con le forze armate , e di certo ci saranno ‘cobas’ anche li , ma è un errore pensare che quando si parli di ‘cobas’ , si parli di Forze Armate .

  • cvetnich.vieri@libero.it 26 febbraio 2018

    Sono almeno trent’anni che i centri sociali rompono le balle: a chi fanno comodo? (si sa, ovviamente …). Non è la soluzione migliore, ma la curassero un pochino i militari? Almeno per uscire dal “giro” di connivenze

  • albertozorli@alice.it 26 febbraio 2018

    cosa ci aspettiamo da loro

  • cardi.f@web.de 26 febbraio 2018

    Beh, oggi gli askari e le truppe coloniali non li hanno più i fascisti storici, ma i “nuovi fascisti”, per dirla stupidamente alla Napilitano, vale a dire gli eterni komunisti!

  • franco.prestifilippo@tin.it 26 febbraio 2018

    …e ti pareva! Poteva essere diversamente?

  • andrea.somenzi@yahoo.com 26 febbraio 2018

    E nacquero come NO-GLOBAL, ora sono esattamente il contrario……..ridicoli parassiti sostenuti dal neo-liberalismo alla soros & c.