Migranti, un “decalogo” per arginare il buonismo e tutelare i valori europei (video)

Un “decalogo” per arginare il buonismo in tema di immigrazione e per difendere i valori europei, il cui rispetto è alla base di qualsiasi modello virtuoso di integrazione. Di questo e di altro si è discusso di recente a Roma in un convegno (è possibile seguirne i lavori su Radio Radicale) organizzato, moderato e diretto da Arturo Diaconale, direttore de L’Opinione e membro del cda Rai, cui hanno partecipato, tra gli altri, monsignor Silvano Maria Tomasi, segretario del dicastero per lo Sviluppo umano integrale, il prof. Gian Carlo Blangiardo, docente di demografia all’università Bicocca di Milano, Laurent Dandrieu, caporedattore del settimanale francese Valeurs Actuelles e il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri.

Il francese Dandrieu: «Reciprocità con l’Islam sui luoghi di culto»

Il “decalogo” presentato a Roma riprende e replica analoga iniziativa adottata in Francia, a Parigi, dove – come ha denunciato Dandrieu – è in corso una «violenta disintegrazione sociale» favorita dal fenomeno della «disassimiliazione», cioè l’eclissi dei valori occidentali a tutto vantaggio dei costumi imposti dalla religione islamica. Un fenomeno cui, a suo giudizio, non è estranea l’acquiescenza della Chiesa di Papa Bergoglio verso la pressione migratoria. Dandrieu non ha mancato di evidenziarlo: «Papa Francesco – ha detto – dà l’idea che l’accoglienza dei migranti sia l’unica preoccupazione della Chiesa attuale a prescindere dalle conseguenze sociali, politiche, religiose ad essa sottese».

Gasparri: «Decalogo totalmente condivisibile»

Tesi, questa di Dandrieu, non condivisa da monsignor Tomasi per il quale «l’immigrazione non è un’eccezione nella storia». «Basti pensare – ha ricordato – che tra il 1870 ed il 1970 sono emigrati trenta milioni di italiani». Il prelato si è detto però d’accordo con chi sostiene che né l’Italia né l’intera Europa possono farsi carico del problema. «Occorre – ha spiegato – una gestione globale del fenomeno. Anche perché la pressione migratoria esisterà fino a quando persisteranno gli squilibri sociali, economici e demografici tra il Nord e il Sud del mondo». D’accordo con Tomasi il prof. Blangiardo: «L’immigrazione – ha argomentato – è la bomba demografica del XXI secolo. Più veloce e quindi meno gestibile di quella del passato». Di «condivisione totale» del “decalogo di Roma” ha invece parlato Gasparri: «È in atto – ha denunciato l’ex-ministro – una sostituzione di popoli e di culture. L’integrazione non è un fatto formale, ma deve basarsi su un’adesione convinta da parte degli immigrati ai valori e alle leggi del Paese che li ospita e li accoglie».