Migranti e sicurezza, l’allarme Frontex: pochi rimpatri e nuove rotte. Cresce la paura

martedì 20 febbraio 13:13 - di Ginevra Sorrentino

Notorio, ormai, come la rotta della sicurezza intersechi le coordinate dei flussi migratori e del tracciato segnato dal rischio infiltrazioni terroristiche. Non per niente, l’attenzione dell’intelligence – si evince da una relazione degli 007 sul tema, «si è concentrata sulla gestione criminale dei migranti, convogliati alla stregua di merci su circuiti illegali utilizzabili anche per movimentare estremisti e returnees. Un pericolo, questo, particolarmente concreto per le rotte che attraversano il Continente africano». Del resto, anche i dati Frontex appena aggiornati, hanno confermato ancora per lo scorso anno, come la rotta del Mediterraneo centrale con origine dalle coste libiche ha rappresentato la direttrice principale dei movimenti migratori verso l’Italia; flussi al cui interno possono mimetizzarsi infiltrazioni terroristiche e futura manovalanza criminale.

Migranti e sicurezza: i dati Frontex e la relazione degli 007

Questo, allora, quanto rimarcato dai Servizi di sicurezza nella Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2017 in cui si ribadisce come, anche lo scorso anno, «la rotta del Mediterraneo centrale, con origine dalle coste libiche, ha rappresentato la direttrice principale dei movimenti migratori verso l’Italia». Una realtà tuttora in corso che, dati Frontex alla mano – non sempre lasciar presagire per l’immediato futuro iuna netta e risolutiva inversione di tendenza. E allora? Allora, rilevano a riguardo gli 007 italiani, «a causa della resilienza e della flessibilità dei network criminali, ed anche in ragione del permanere di profili di criticità che potrebbero contribuire ad una ripresa delle partenze alla volta del nostro Paese», si sono sviluppate «in parallelo, nuove dinamiche, fra cui il rinnovato utilizzo della direttrice del Mediterraneo occidentale». E dunque, rileva sempre la relazione degli 007, «rispetto agli arrivi dalla Libia, quelli originati dalla Tunisia e dall’Algeria presentano caratteri peculiari: sono entrambi – viene sottolineato – essenzialmente autoctoni e prevedono sbarchi  “occulti”, effettuati sottocosta per eludere la sorveglianza marittima aumentando con ciò, di fatto, la possibilità di infiltrazione di elementi criminali e terroristici».

Scarsi i rimpatri di migranti. Bruxelles: «Deve aumentare»

Un problema tentacolare che, dagli sbarchi occulti alle richieste d’asilo in aumento esponenziale, passando per il business dell’accoglienza che mescola interesse locale e malaffare d’importazione, diventa sempre più difficile da intercettare, rilevare e palesare: e così nelle statistiche continuano a protagonizzare allarmi e allerte a cui la politica dell’esecutivo di centrosinistra sui flussi migratori continua, però, a non fornire risposte esaurienti. E così, come riferito dal direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, presentando in conferenza stampa a Bruxelles l’analisi dei rischi per il 2018, il numero dei migranti irregolari che nel 2017 «è stato effettivamente rimpatriato a livello dell’Ue è stato di circa 150.000 persone», il che dà nettamente la dimensione di ciò che è fattibile e di ciò che viene effettivamente fatto. Tanto che, ha continuato Leggeri, «le autorità nazionali hanno emesso meno decisioni di rimpatrio rispetto all’anno precedente, cosa che è motivo di preoccupazione». Naturalmente, ha perciò concluso, «il numero dei rimpatri effettivi deve aumentare», ma per migliorare su questo fronte – chiosa Leggeri – occorre investire in «risorse e personale».

I migranti irregolari sulla rotta dal Nordafrica all’Italia

Non solo: estendendo il problema dell’entità dei flussi incontrollati intrinsecamente connesso ai rischi per la sicurezza, sempre Leggeri da Bruxelles fa sapere che, «la situazione dei flussi migratori nel Mediterraneo Centrale è sotto controllo, ma dobbiamo guardare alla sostenibilità di tutto questo. Se in Libia non ci sono autorità ben funzionanti, che abbiano il polso effettivo del loro territorio, allora non possiamo considerare la situazione completamente risolta». Dichiarazioni che, anche perché rilasciate dal direttore esecutivo di Frontex, in conferenza stampa a Bruxelles, non possono non evocare scenari inquietanti su cui intervenire rappresenta una necessità non più derogabile. Specie se consideriamo che, come riporta la Risk Analysis 2018 di Frontex, la rotta dal Nordafrica all’Italia «ha registrato di gran lunga il numero più elevato di migranti irregolari nel 2017 rispetto a quella del Mediterraneo Occidentale e al Mar Egeo». Non solo: sempre Leggeri per conto di Frontex ha confermato come, nel 2017, è stato monitorato «lo sviluppo di piccoli flussi migratori, che abbiamo rilevato e che prima non erano stati rilevati, provenienti dalla Tunisia e dall’Algeria verso la Sardegna e verso le coste occidentali dell’Italia. Abbiamo osservato anche sviluppi simili con qualche partenza dall’Algeria verso la Spagna». «Non è abbastanza per considerarlo una deviazione delle rotte – ha quindi emblematicamente concluso Leggeri – ma deve essere affrontato, perché potrebbe anche costituire una minaccia per la sicurezza: non possono esserci flussi non rilevati. Dobbiamo rilevare i flussi per gestirli in modo adeguato». E a buon intenditor…

Commenti

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  • c.arcabasso1206@liber.it 21 febbraio 2018

    Blocco navale e silurare chi passa senza autorizzazione. Reintrodurre pena capitale nel codice militare per l’Ammiragliato che osa disobbedire. Onore al patriota M.ll° G. C. Zuchov, eroe di Stalingrado, Mosca e Berlino. Non possiamo più tollerare questa invasione!

  • sergiosammarco46@gmail.com 21 febbraio 2018

    Cialtroni che avete la presunzione di governare,prendete provvedimenti