Meloni: «Tutti parlano di Traini, io l’unica a chiamare la mamma di Pamela»

Il no alle larghe intese e agli inciuci è una priorità assoluta che sarà il filo conduttore di una grande manifestazione di piazza (il 18 febbraio a Roma) aperta agli alleati. Dai microfoni di Rainews24 Giorgia Meloni ribadisce i paletti invalicabili di Fratelli d’Italia sul dopo voto: «Noi siamo l’unico partito indisponibile a fare inciuci, spero gli italiani ce lo riconoscano», dice ironizzando sul fatto che in queste ore, a meno di un mese dalle urne, tutti si dicono contrari all’ipotesi di grossa coalizione, che invece covano in segreto.

Meloni: siamo gli unici contro l’inciucio

«I governi si devono fare nelle urne, non nei palazzi – sottolinea – io non sono disponibile a governi che non fanno gli interessi degli italiani. O vince il centrodestra, unica coalizione in grado di farlo, o sarà il caos: non ci sono altre possibilità. Se non vinciamo noi, o ci sarà l’inciucio o si tornerà a votare. E tra queste due ipotesi, tornerei a votare tutta la vita».  Quanto alla baruffa subito rientrata con il Cavaliere, la leader di Fratelli d’Italia smentisce di essere “arrabbiata” con Berlusconi e rinnova l’invito. «Sono ancora in attesa, nella speranza che gli alleati ci siano il 18 febbraio – spiega – la manifestazione contro ogni inciucio comunque ci sarà, il mio invito è valido sino al giorno della manifestazione, se non verranno, gli italiani valuteranno». Poi torna a commentare i fatti drammatici di Macerata e conferma quanto già dichiarato nell’intervista a Lucia Annunziata sul colpevole silenzio delle cariche pubbliche sulla morte di Pamela: «Le più alte cariche sono insorte per condannare quanto fatto da Luca Traini, ma ci rendiamo conto che io ho chiamato la madre di Pamela, quella povera ragazza uccisa in quel modo, e lei mi ha detto “Signora, lei è stata l’unica a chiamarmi”?».