Patrioti d’Europa: Meloni e Orban, la nuova via per l’Europa del futuro

Un incontro che segna una svolta epocale per la politica italiana e continentale: Giorgia Meloni e Viktor Orban segnano una nuova strada per l’Europa, oltre la tradizionale linea delle elites dei due principali gruppi politici europei, che in questi ultimi anni hanno condotto l’Unione Europea su una strada dell’austerità e della burocrazia finanziaria, cancellando l’identità millenaria del Vecchio Continente. Dall’altra parte, l’incontro di Budapest va anche oltre un certo anti-europeismo che poco c’entra con la storia delle destra italiana, da sempre convinta della necessità di uno spazio politico ed economico dell’Europa, intesa come comunità di Nazioni, unite da una cultura comune. Dopo i risultati elettorali, questo incontro Meloni-Orban potrà avere risvolti inaspettati per i futuri equilibri dell’Unione europea. Con una stretta collaborazione tra il gruppo di Vysegrad e l’Italia che uscirà dalle urne, si può immaginare un’asse tra Est Europa e nazioni del mediterraneo, che faccia da reale contraltare all’asse franco-tedesco.

L’incontro Meloni-Orban è una novità europea

“Ho voluto incontrare il presidente Orban in qualità di presidente di turno del gruppo di Vysegrad per esprimere la vicinanza di Fratelli d’Italia alle politiche che stanno coraggiosamente seguendo queste quattro nazioni. Ho innanzi tutto ringraziato Orban e l’Ungheria per aver fermato la rotta balcanica di immigrati. Senza la decisa iniziativa ungherese, l’Europa avrebbe subito una invasione senza precedenti, che avrebbe riguardato direttamente anche l’Italia attraverso il suo confine orientale. Di fatto l’Italia si sarebbe trovata in una morsa tra gli sbarchi a sud e gli arrivi via terra al nord”, ha detto la leader di Fratelli d’Italia durante l’incontro con il Presidente Orban tenutosi al Parlamento magiaro.

“Seguiremo la linea delle Nazioni di Visegrad”

“Ho voluto ribadire –  ha continuato Giorgia Meloni – che con Fratelli d’Italia al governo seguiremo le stesse politiche sull’immigrazione seguite dalle Nazioni di Visegrad: chiuderemo le frontiere all’immigrazione clandestina attraverso un blocco navale al largo delle coste libiche e degli altri porti di partenza, chiederemo di farlo come missione europea e sono certa che l’Italia potrà contare sull’appoggio delle nazioni dell’est. Ho portato la mia solidarietà all’Ungheria e alle nazioni dell’est per il vergognoso ricatto messo in atto dall’Unione Europea riguardo i ricollocamenti dei rifugiati, secondo il quale verrebbero interrotti i trasferimenti europei a questi Stati se non accettano gli immigrati. Vigliacco ricatto ribadito in Italia dalla sinistra, dal PD e dal Movimento 5 Stelle. Al governo ci schiereremo, come abbiamo sempre fatto, con le nazioni dell’est contro il ricatto europeo delle ricollocazioni. La soluzione non è distribuire gli immigrati in tutta Europa, ma bloccare l’invasione di immigrati. Infine ho espresso la mia totale adesione alla volontà di difendere l’identità cristiana europea dal processo di islamizzazione dell’Europa in corso”.

Crosetto: “Alleati con chi combatte le nostre battaglie”

“L’incontro tra Giorgia Meloni e Viktor Orban ha molti significati. In primis quello di far capire che noi abbiamo in mente una Nazione che non si chiude in se stessa ma cerca di costruire il futuro alleandosi con chi combatte le nostre battaglie. Poi serve a spiegare plasticamente come vogliamo agire in politica, da che parte vogliamo stare: noi siamo quelli che non si venderanno alla grande finanza. Giorgia Meloni e FDI non hanno iniziato a fare politica sperando di potersi un giorno comprare un vestito di sartoria napoletana ed andare a cena con la Trilateral o a Londra ad incontrare le banche o anche solo al forum Ambrosetti, per sentirsi importanti. Noi siamo l’opposto di quelli che urlano alla rivoluzione solo per rifarsi il guardaroba, pronti a vendere se stessi e le idee che professavano. Noi siamo l’altro modo, quello serio, di fare politica, non quello dei buffoni o dei comici”. Cosi’ Guido Crosetto, coordinatore nazionale Fratelli d’Italia.