Meloni: «Oggi combattiamo i vigliacchi che vogliono oscurare le foibe»

sabato 10 febbraio 12:20 - DI Stefania Campitelli

È un attacco ad alzo zero. In un’intervista esclusiva con il direttore di Libero, Giorgia Meloni denuncia il clima da regime e l’intolleranza verso il centrodestra che sta avvelenando la campagna elettorale. «La sinistra usa il fascismo come coperta di Linus», dice riferendosi allo “scandalo” di Pontedera, il cui sindaco ha negato a Fratelli d’Italia il suolo pubblico per una manifestazione. «Questo è il frutto della presunta marea nera, della Legge Fiano. Siamo in piena emergenza democratica, usano il fantoccio del Fascismo per impedire agli avversari la campagna elettorale. Sapevamo benissimo che sarebbe finita così: c’è un rischio regime e sono basita dal silenzio del presidente Mattarella, della Boldrini e di Grasso. E dico a Minniti: noi manifesteremo a Pontedera, ci mandi pure le forze dell’ordine»

Meloni: usano il fascismo come una coperta di Linus

Ma il peggio è la sordina messa al Giorno del ricordo della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. «Il caso Macerata rischia di oscurare una ricorrenza molto sentita a destra, e altrettanto censurata a sinistra: le Foibe. Purtroppo c’è cascato anche Mattarella, che per ricordare quel dramma storico ha citato per sette volte il nazionalismo e una sola volta il comunismo. Alla fine anche questa sarà colpa della destra. Mi ha sorpreso, il presidente ha fatto una cosa alla Napolitano». E ancora: «Oggi la Patria ricorda i suoi figli perseguitati dalla ferocia del maresciallo Tito, massacrati nelle foibe, vittime della pulizia etnica anti-italiana e costretti a scappare dalla loro terra. Oggi i patrioti combattono i vigliacchi nemici dell’Italia  – scrive su Facebook la leader di Fratelli d’Italia –  vigliacchi he vorrebbero negare e nascondere questa tragedia».

Commenti

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  • covellaf@aol.com 12 febbraio 2018

    Sempre Forza e Coraggio Giorgia! ” Le candele per noi (profughi Giuliani, Fiumani, Dalmati) accese si stanno spegnendo, una ad una. La notte giunge ormai, ne ci sara’ piu l`alba!”…… Tocca a voi giovani sensibili, ora ad impegnarvi affinche’ le parole,di speranza del ricordo, di questa triste ma bella poesia, d`un anonimo poeta istriano, del tempo, abbiano a realizzarsi. La vita vi sia lieve!

  • maurizio_turoli@yahoo.it 12 febbraio 2018

    Nel 1974 laFondazione Agnelli ha sposorizzato uno studio, sfociato in un libro di due volumi scritto Cavazza e Graubarg dal titoli “Il caso italiano”
    ebbene la concusione dei due f che l’Italia per eaaere veramente grande, stabile e moderna doveva essere governata dal PCI maggioritario insema ad una DC minoritaria.
    Poco dopo la llibica Lafico (finnziaria della famiglia Geddafi) acquistò un a quot aimportante di azioni FIAT.
    Da quel momento tutto ciò che ha impedito il relizzarsi del disegno strategico venne sistematicante boicottato e messo in conduzioni di non nuocere (Craxi, Berlusconi, ecc.).
    Oggigiorno, la famiglia che ha condizionato l’talia per oltre cinquan’anni ha spostato i suoi interessi principali all’estero (in palese vilazione del patto siglato tra il senatore del Regno Gianni Agnelli e Benuto Mussolini, in cui veniva sancito che la FIAT non sarebbe diventata straniera e qindi poteva godere degli aiuti dello Stato)
    Certi personaggi, sia politi sia appartenebti ad ltri Poteri dello Stato, sono convinti di poter relizzare ancora quel disegno.
    Da qui lo squallido teatrino i Macerata continuato da Civati, ospite di Giletti, andato in onda domenica 12 febbraio sulla Sette.

  • mauro@mgmoda.com 11 febbraio 2018

    …mi sembravo che il fantasma avesse parlato più di nazionalsocialismo che di comunismo…ma stavo seguendo una Collezione e pensavo di aver capito male…è peggio del delinquente…almeno quello sappiamo da che parte è sempre stato… dopo il 4 marzo spariranno tutti… in ogni modo…

  • cvetnich.vieri@libero.it 11 febbraio 2018

    Buongiorno. A me gli eufemismi non “mi” vengono tanto bene. La situazione di silenzio sull’argomento, per sessant’anni, potrebbe aver generato la minchionesca ignoranza e/o reticenza di oggi; ma è possibile che nessuno NESSUNO abbia i coglioni di dire che quel silenzio è stato voluto per incu (pardon) imbrogliare tutti quelli che con la casa, le terre ed i beni hanno pagato i danni di guerra a Josip Broz? Come tutti sanno, il “tito” non è il diminutivo di Salvatore ma un acronimo che, in serbo-croato, vuol dire “t”terroristica, “i”internazionale, “t”segreta (tajna), “o”organizzazione. L’italietta non ha mai voluto né potuto rifondere, salvo un vergognoso ed al tempo ridicolo “indennizzo” dopo oltre sessant’anni, e che la stessa italietta ha preferito seppellire, e con molta cura, tutta la storia sperando che morissimo in fretta tutti quanti per chiudere la partita contabile. Con suo evidente disappunto siamo stati capaci di ricominciare con successo e siamo, per di più, longevi. Quanto ad istruzione, tanto per acuire l’evidente antipatia, a Fiume eravamo molto più avanti: le tre lingue che si parlavano comunemente qualcosa dovevano ben significare, e cent’anni fa le donne votavano. Pacifici per indole; non sono mai successi fatti particolarmente criminali. Alcuni Fiumani maneggiavano esplosivi per professione, lavorando al silurificio Withead, ma non hanno mai fatto i casini degli altoatesini, tantomeno la figura di un feltrinelli qualsiasi, preferendo usare le indiscutibili capacità tecniche per trovare immediatamente un lavoro: anche in tempi di mancanza di lavoro. “Madrepatria matrigna” dice qualche esule come me, ma io userei altra terminologia anche se il titolo di madre non va accostato, salvo prove contrarie, al mestiere più antico del mondo.
    Ah. vorrei tranquillizzarvi dicendovi che: 1) Ho un ottimo e referenziato confessore; 2) Di quella elemosina “pseudo indennizzante” ho documenti.

  • mautau@tiscali.it 11 febbraio 2018

    Bravissima la presidente Giorgia Meloni. Siamo in piena emergenza della libertà e del pluralismo politico. Alla faccia della democrazia. Il clima di odio lo stanno alimentando i nemici della nostra nazione.

  • fdesalvo@aconet.it 11 febbraio 2018

    E’ triste che sotto questo articolo di Stefania Campitelli e su quello di Redazione riportato sotto, a quest’ora (16) non ci sia ancora un solo commento. Difficile sentirsi fratelli di quella povera gente.
    E in piazza ad inneggiare alle foibe c’erano i discepoli di Togliatti che aveva scritto a Stalin che si vergognava di essere Italiano.

  • studiomoschetto@yahoo.it 11 febbraio 2018

    SONO DISGUSTATO DALL’ATTEGGIAMENTO DI QUESTI PSEUDO ANTIFASCISTI.
    DICONO CHIARO CHE SONO DEI NOSTALGICI DELLE DITTATURE CHE I COMUNISTI HANNO MESSO IN ATTO OVUNQUE HANNO GOVERNATO.
    FORZA GIORGIA.