Mediaset-Vivendi, udienza rinviata per favorire il deposito delle memorie di Bollorè

E’ stata rinviata al 23 ottobre prossimo la causa civile che vede contrapposti Mediaset e Fininvest da un lato contro Vivendi per favorire il deposito delle tre memorie difensive il cui termine ultimo è stato fissato al 30 luglio.
La vicenda ruota intorno ai ricorsi con cui Fininvest e Mediaset hanno chiesto complessivamente circa 3 miliardi di euro di danni al gruppo francese guidato da Vincent Bollorè, gruppo che,  lo scorso anno, non ha rispettato l‘accordo siglato ad aprile 2016 per acquisire Mediaset Premium e ha, poi, invece, successivamente aumentato la sua partecipazione in Mediaset.

Fininvest aveva chiesto ai magistrati di riunificare i due procedimenti legati al mancato acquisto di Premium alla nuova causa dei legali del gruppo di Cologno Monzese che chiedono,  invece, a Vivendi la dismissione della partecipazione in Mediaset, con modalità tali da non aver ripercussioni sul titolo quotato a Piazza Affari.

Nell’udienza di oggi, durata circa 30 minuti, il giudice di Milano Vincenzo Perozziello ha fissato il termine ultimo per le memorie difensive – l’ultima dovrà essere depositata entro il 30 luglio – e ha affrontato le prime questioni preliminari. Nella prossima udienza Perozziello è chiamato a decidere se unificare i due procedimenti, se ammettere le prove o se rinviare interamente o una parte della questione al collegio per le questioni preliminari.

All’indomani del procedimento di mediazione, non andato a buon fine, sono stati dunque fissati i termini tecnici per procedere nella causa civile intentata dal gruppo di Cologno Monzese contro quello francese. Un passaggio che non ferma, in ipotesi, il possibile tentativo di accordo extragiudiziale. «Come per tutte le cause del mondo un accordo è sempre possibile», spiega al termine dell’udienza Andrea Di Porto, avvocato di Fininvest.

Le posizioni sono comunque distanti. Il tentativo di arrivare a un accordo – tentativo fallito ieri, appunto – parla di una distanza 10 a 1: il gruppo francese Vivendi avrebbe messo sul piatto addirittura meno di 100 milioni di euro, laddove il gruppo di Cologno Monzese ritiene di poter monetizzare il danno in oltre un miliardo. Secondo i rumors, la vicenda si potrebbe chiudere a metà, con l’esborso da parte di Vivendi di circa 500 milioni di euro.