Mantova è piena di opere del fascismo. Ma il Pd revoca la cittadinanza a Mussolini

Un’altra vendetta postuma della sinistra è stata consumata a Mantova, dove il Consiglio comunale ha revocato  la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini conferitagli il 21 maggio 1924. La mozione presentata da Pd, Sinistra italiana e lista civica Palazzi, le forze politiche che amministrano il Comune, è passata a maggioranza, col voto contrario dell’opposiziome, tra cui Forza Italia, CasaPound e Cinquestelle.

Una rimozione postuma della storia della città che passa attraverso la cancellazione del Duce, ma non attraverso la demolizione di tutte le opere pubbliche fatte durante il Ventennio, che restano lì, di cui possono godere tutti, anche quelli di sinistra. dalla sede della Camera di commercio, alla ex sede dell’ispettorato del lavoro in piazza Virgiliana, l’anagrafe in piazza Martiri di Belfiore (nella foto), la stazione Fs di piazza don Leoni, il al monumento virgiliano i canali Virgilio dell’alto Mantovano e il Fissero Tartaro…

«Non si può cancellare la storia», hanno detto i consigliere di maggioranza, ma il Pd è andato avanti lo stesso, vincendo, si fa per dire, per undici voti a dieci: «Mussolini non può stare nella lista dei cittadini onorari perché non ha fatto nulla per Mantova, ma è stato un dittatore e un liberticida». Non ha fatto nulla per Mantova? Ma dove vivono quelli del Pd, su Marte?