Manifestazione anti-inciucio: ecco perché Berlusconi non può mancare

lunedì 5 febbraio 14:22 - DI Lando Chiarini

Calma e gesso: ci vuole davvero poco a far squagliare come un gelato la montagna di consensi che unanimemente i sondaggi accreditano al centrodestra. E quel poco è stato temerariamente sfiorato in queste ore con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni a serio rischio di collisione sulla  manifestazione anti-inciucio organizzata dalla leader di FdI per il prossimo 18 febbraio a Roma. Dagli studi di Agorà, su RaiTre, il Cavaliere aveva dapprima declinato l’invito a partecipare e poi detto di non gradire la parola inciucio. Un uno-due interpretato come una presa di distanza dalla Meloni, che a sua volta si era detta «basita» e poi aveva accusato l’alleato di coltivare intese sotterranee con Matteo Renzi. Proprio quando l’irreparabile stava per compiersi, successive dichiarazioni hanno favorito il chiarimento ed evitato l’impatto. Il rischio tuttavia c’è stato e tanto dovrebbe già consigliare alla leadership della coalizione di dare una registratina alla campagna elettorale e fare in modo che i legittimi interessi di bottega di ciascuna forza politica non finiscano per oscurare quelli della coalizione. È un pericolo annidato nella pieghe di una legge elettorale ibrida e scombinata, che somma i difetti del proporzionale a quelli del maggioritario. La coalizione una e trina di Berlusconi, Salvini e Meloni non sembra l’abbia compreso bene, convinta com’è che sia sufficiente un accorto movimento di tacco e punta su freno e acceleratore per non accappottarsi alla prima curva. Ma così non è dal momento che il centrodestra è un bolide con sei mani sul volante, e tutte che pretendono di indirizzarlo nella direzione ritenuta più redditizia da ciascuno dei suoi guidatori. Ma così non dura. Piaccia o meno, la sfiorata collisione tra i leader di Forza Italia e FdI è destinata a condizionare il prosieguo della campagna elettorale, a partire dalla kermesse anti-inciucio che non può più essere letta come un’iniziativa propagandistica bensì come un evento politico decisivo per le sorti del centrodestra. Significa che parteciparvi non è più un optional ma un preciso dovere politico.

Commenti

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  • maurocollavini@libero.it 6 febbraio 2018

    A me sembra ovvio e scontato che il Berlusca tenterà l’accordo post elettorale con Renzi per avere l’appoggio esterno, lo stesso che lui diede a Renzi alcuni anni fà. Altrimenti che gli darà i voti per fare la flax tax che è un cazzotto nell’occhio perchè non ha alcun esito certo e potrebbe mandarci cul culo per aria dovuto ad un aumento del debito pubblico immane.(In fondo le tasse arricchirebbero inutilmente coloro che lo sono già lasciando inalterate le finanze di coloro che stentano ad arrivare a fine mese. Non parliamo poi delle altre modifiche per le quali non è mai stato detto dove troveranno le finanze.

  • brandani43@gmail.com 5 febbraio 2018

    L’avv. Ballicu è sicuramente molto prevenuto e anche scorretto. Ricordo all’avvocato che l’ultimo ad avere tradito il Cavaliere é stato Fini (AN) e ricordo anche che FI ha governato con AN ora FdI fino ad oggi in molte regioni con un deciso successo. Pertanto anticipare ciò che farà il Cavaliere mi pare scorretto e riduttivo nei confronti di colui che per qualche tempo, non poco, ha governato questo Paese con successo.

  • zg-1970@libero.it 5 febbraio 2018

    La firma notarile è d’obbligo, l’ultimo che aveva portato il cav in tribunale per la mancanza del patto con gli italiani, non solo ha perso, ma ha dovuto pagare pure le spese processuali.

  • dockingstartion@libero.it 5 febbraio 2018

    IO CI SPERO, MA NON CREDO CHE VENGA. E PENSO LO STESSO DI SALVINI.
    MI DISPIACE CHE NON CI SIA SERGIO PIROZZI.

  • avv.ballicu@katamail.com 5 febbraio 2018

    se anche il cav partecipasse io non mi fiderei , come dice manzini nel massimo trattato di diritto penale “l’uomo è mendace per natura…”io lo obbligherei a firmare dal notaio con tanto di clausola penale in caso (probabile)di violazione dei patti