Malasanità, il Corriere denuncia: “Al Regina Elena il primario visita solo privatamente”

La denuncia sulla malasanità stavolta arriva dal Corriere della Sera ed è di quelle che fanno scalpore perché riguarda un reparto di livello internazionale nel panorama della lotta ai tumori. Il reparto di urologia del Regina Elena, struttura di eccellenza della sanità pubblica, dirotterebbe i malati per la visita con il primario in una clinica privata a pagamento. L’autore dell’articolo Paolo Foschi, scrive di avere «provato a prenotare una visita con lui per avviare l’iter per un intervento con la chirurgia robotica appunto al Regina Elena, ma dopo una serie di rimpalli da un numero telefonico all’altro dell’ospedale, la risposta che arriva da Urologia Oncologica è lapidaria: “Il professore in ospedale non visita, ma solo privatamente».

Dall’ospedale alla visita a pagamento: 200 euro

«Gli stessi addetti del reparto – si legge ancora nell’articolo – come abbiamo verificato – forniscono il numero per prenotare la visita presso la casa di cura privata Quisisana, dove appunto il professor Gallucci riceve i pazienti. Chi vuole sottoporsi a intervento chirurgico con la sua equipe in teoria può mettersi in lista d’attesa al Centro prenotazioni dell’ospedale, ma le speranze di essere chiamati sembrano davvero poche».

A riprova di quanto sostenuto, il Corriere pubblica anche il video che condividiamo.

 

Il reparto di urologia del Regina Elena, diretto dal professor Michele Gallucci, è uno dei tre centri al mondo, insieme alla University of Southern California e al General Hospital di Pechino, in cui la chirurgia robotica mini-invasiva viene utilizzata per delicati interventi ai reni e alla prostata con risultati definiti «straordinari» dagli specialisti. Ora la denuncia del Corriere, in attesa di una risposta o di un chiarimento dei vertici ospedalieri che, per ora, non hanno fornito rettifiche o chiarimenti.