Macron umilia Sarkozy: «Eliminare Gheddafi è stato un tragico errore»

Ci sono voluti sette anni per ammetterlo, ma alla fine arriva una presa di distanza clamorosa da parte del presidente francese Macron, acuminata come una lama. «L’intervento militare in Libia» – di cui la Francia fu grande sponsor – è stato un «grave errore». Macron, nel secondo giorno della sua visita in Tunisia, ha mosso una critica senza precedenti all’intervento della Nato per porre fine al regime di Muammar Gheddafi. «Non era la giusta soluzione in quanto quest’azione militare non rientrava in una chiara tabella di marcia politica e diplomatica», ha affermato Macron. L’intervento in Libia «ha gettato il Paese in una vera crisi e indebolito la sicurezza nei paesi vicini, compresa la Tunisia». Ora occorre «costruire elementi di stabilità per il futuro della Libia». I fatti, come sappiamo, sono andati nel peggiore dei modi per la sicurezza internazionale e per la destabilizzazione della Libia. L'”intrigo internazionale” che costrinse il governo italiano guidato da Berlusconi ad assecondare una decisione già presa ancora brucia e l’ammissione proprio del presidente francese dell’errore tragico commesso giunge tardi, ma comunque mette una parola di chiarezza alla vicenda.

Macron: «Eliminarono Gheddafi, ma non progettarono il dopo»

Parlando davanti alla Camera dei Rappresentanti del Popolo, il presidente francese è stato lungamente applaudito dai deputati. Macron è andato oltre oltre: «Non dimentico che molti hanno deciso che si doveva farla finita con il leader libico, senza avere progettato il dopo», ha  continuato affermando che nessuno si può assumere una tale responsabilità sostituendosi alla «sovranità di un popolo a decidere il suo futuro». Umilata su tutta la linea la politica dell’allora presidente Sarkozy: «Abbiamo collettivamente precipitato la Libia, da quegli anni, nell’anomia, senza essere in grado di risolvere la situazione», ha aggiunto con una presa di responsabilità non personale, ma come Paese.