L’Istituto superiore di Sanità: con i vaccini evitate migliaia di morti

venerdì 16 febbraio 16:36 - di Redazione

Tra il 1900 e il 2015 le 10 vaccinazioni principali introdotte in Italia hanno evitato più di 4 milioni di casi di malattia e decine di migliaia di morti. Basti pensare che oltre 70.000 decessi sono stati evitati solo dalla vaccinazione contro la difterite, il tetano e la poliomielite. A calcolarlo è un articolo pubblicato su Vaccine, a cura del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di Sanità. Lo studio ha valutato l’impatto dei vaccini, in termini di mortalità e morbosità, su 10 malattie infettive: difterite, tetano, poliomielite, epatite B, pertosse, morbillo, parotite, rosolia, varicella e meningococco. Il razionale di questo studio, spiegano dall’Iss, è nato principalmente dalla discussione attuale sui vaccini. Il basso rischio percepito dalla popolazione e la crescente preoccupazione per la sicurezza dei vaccini hanno portato a una riduzione delle coperture vaccinali, con un aumento del pericolo di focolai infettivi. Per questo sono stati misurati in maniera scientifica i benefici apportati dai vaccini in Italia in un periodo di 115 anni. “Di fatto la popolazione italiana sta discutendo sul tema – spiega Patrizio Pezzotti, l’autore principale – ma forse ha perso di vista la memoria della diffusione e della gravità di queste malattie. Lo studio, che è stato condotto nell’ambito di un progetto finanziato dal ministero della Salute, è stato sviluppato per fornire dei risultati fruibili sia dagli operatori sanitari che dai cittadini, affinché chiunque possa valutare quali siano stati gli effetti delle vaccinazioni”

Nella ricerca i dati annuali di mortalità per causa e quelli di morbosità sono stati utilizzati per determinare l’andamento dei tassi di morbosità e mortalità prima e dopo l’introduzione di ogni singolo vaccino. Le analisi sono state effettuate utilizzando dei modelli statistico-matematici che hanno permesso di stimare i casi attesi in assenza di vaccinazione. Lo studio ha evidenziato che la vaccinazione nel corso del secolo scorso e nei primi 15 anni del nuovo millennio ha determinato “un drastico calo della morbosità e della mortalità dovuta a queste malattie”, scrivono i ricercatori. In dettaglio, è stato stimato che più di 4 milioni di casi sono stati evitati dalla vaccinazione universale e che circa il 35% di questi ha riguardato i bambini nei primi anni di vita. La difterite è stata la malattia con il maggior numero di casi prevenuti, seguita da parotite, varicella e morbillo. E’ stato inoltre stimato che oltre 70.000 morti sono stati evitati dalla vaccinazione contro la difterite, il tetano e la poliomielite, le tre malattie infettive con i tassi di mortalità più elevati. “Negli ultimi anni, a causa del calo delle coperture vaccinali, molte di queste malattie sono riemerse in Europa, dal morbillo alla difterite”, spiega Pezzotti. I programmi di vaccinazione universale, conclude lo studio, rappresentano lo strumento di prevenzione più efficace contro le malattie infettive.

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