Libia, attacco a una moschea di Bengasi: un morto e 84 feriti

Il boato. L’esplosione. L’odore acre del fumo dopo la deflagrazione, e poi, detriti ovunque. E immediatamente dopo un silenzio irreale rotto solo dai lamenti e dalle grida dei feriti, coperti dal suono stridente delle sirene: un’autobomba è esplosa nei pressi di una moschea della città libica di Bengasi e il bollettino della strage, al momento, registra almeno un morto e circa 84 feriti.

Attacco a una moschea di Bengasi

Un tragico gioco, quello che ricorre in queste ore, della conta del disastro che, tra feriti e vittime di cui sta riferendo, tra gli altri, il portale di notizie Alwasat – che cita il canale Libya Ruhuha al-Watan – racconta di un’esplosione violenta avvenuta nei pressi della moschea Abu Huraira, nel quartiere di al-Majuri. E se, sulle prime, e fino a poco fa, si parlava genericamente di «morti e feriti», ora i numeri ufficializzati di morti e feriti provano a conferire una misura all’eccidio di massa. E se risulta ancora imprecisato – o quanto meno provvisorio – il bilancio della strage, anche sulla ricostruzione dell’attacco sono ancora molti i punti oscuri: secondo il Libya Observer, per esempio, l’esplosione che ha colpito la moschea nel quartiere di al-Majuri, sarebbe stata provocata da un ordigno Ied e la deflagrazione sarebbe avvenuta durante la preghiera del venerdì. Fonti della sicurezza citate dall’agenzia di stampa Dpa, invece, parlano a loro volta dell’esplosione di due ordigni, mentre in precedenza Alwasat riferiva di testimonianze contrastanti che riportavano di un attacco con autobomba o di un ordigno esploso all’interno della moschea. Le indagini chiariranno modalità e tempistiche, Intanto, i media ricordano che, solo due settimane fa, sempre a Bengasi, almeno 33 persone sono rimaste uccise a causa di un duplice attacco contro una moschea. L’ennesimo, ma non l’ultimo. Purtroppo.