Laura Boldrini contestata ovunque, persino ai funerali di Jessica

Chi glielo dice a quelle povere donne radunate sul sagrato della chiesa ai funerali della povera Jessica che la Boldrini era a farsi i selfie al corteo antifascista? Le esequie della povera ragazza  19enne uccisa il 7 febbraio scorso dal tranviere Alessandro Garlaschi a Milano sono state funestate dalla presenza del suo ex fidanzato, cosa che ha schiantato la mamma di Jessica, che ha avuto un malore, dopo avere rivolto un’invettiva al ragazzo, colpevole a suo avviso della travagliata vita della figlia.  Poi quelle donne fuori dalla chiesa, piene di dolore e di rabbia: nessuna figura istituzionale presente all’ultimo addio a Jessica: “Dov’è il sindaco? Dov’è la Boldrini? Non è qui perché non siamo africani e con noi non ci guadagna“, protestano a denti stretti all’uscita del feretro. In chiesa solo Pierfrancesco Majorino, l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano. Troppo poco. In un caso come quello di Jessica ben altre presenze avrebbero potuto dare un senso diverso. Del resto la Bodrini è sempre in prima fila quando, a parole, parla di violenza sulla donne. Nei fatti, solo nel caso brutale e agghiacciante della povera Pamela, sventrata senza pietà da nigeriani, ha speso parole, sia pure in ritardo. Anche  nel caso del funerale di Jessica, massacrata a coltellate, si è sentita di inviare solo un biglietto. Un po’ poco. L’ira delle donne lì sotto la pioggia sul sagrato, è più che giustificata. Boldrini dove sei?