La Stampa titola “l’odiata Fornero”. Lei si offende e protesta col direttore…

C’è da restare stupefatti per la nuova sortita di Elsa Fornero. Torinese d’adozione (è nata a San Carlo Canavese), a quanto pare considera La Stampa il suo giornale, quello che dovrebbe sempre e comunque coccolarla e minimizzare sulle drammatiche conseguenze della legge infausta che porta il suo nome. Con La Stampa l’ex ministra pensa di giocare in casa, suo marito Mario Deaglio, professore emerito di Economia Internazionale all’Università di Torino tra l’altro è anche editorialista economico del quotidiano. Sgambetti o trappole dal  “suo” giornale non sono lontanamente immaginabili. Per cui, quando due giorni fa, sfogliando il quotidiano si è trovata a leggere il titolo “Bonino riabilita l’odiata Fornero”, ha perso le staffe e senza pensarci due volte ha scritto al direttore Maurizio Molinari per protestare: «È con dispiacere che leggo su La Stampa il titolo de Il punto “Bonino riabilita l’odiata Fornero”, dove l’aggettivo non virgolettato fa pensare non già alla riforma che porta il mio nome, ma a me personalmente».

La Fornero attacca la Lega e Salvini

Non soddisfatta di avere distrutto la vita di migliaia di lavoratori e di italiani che si trovano a un bivio – pensione subito con assegno ridotto o lavoro fino a 67 anni – dà guidizi sui politici che hanno l’unico torto di stare dalla parte degli italiani. E così la lettera di doglianze si trasforma subito in un duro j’accuse contro i “suoi” oppositori, in particolar modo Matteo Salvini e la Lega. «Tutti sanno – scrive – che una forza politica, la Lega, e il suo segretario in modo particolare ha da tempo lanciato una campagna d’odio contro di me, anche con iniziative “squadriste” che non posso perdonare».  E facendo riferimento a un altro articolo pubblicato sempre sul quotidiano torinese dal titolo “Coltelli e agguati spaventano il voto”, scrive: «Certo, La Stampa non vuole prestarsi  al gioco del “seminare tempesta” ma proprio per questo mi sembra opportuno ricordare che le se le parole vanno sempre pesate, oggi devono esserlo ancora di più». Dovrebbe essere la prima a moderare i termini e a non accendere il clima parlando di azioni “squadriste”.