La Russa: le foibe crimine del comunismo, ma ancora tentano di negarlo

”Lo dico senza remore. L’Anpi compie un’azione vergognosa nel voler attribuire a tutti, tranne che ai comunisti e ai partigiani, la responsabilità delle foibe. L’altro giorno l’Associazione nazionale dei partigiani ha diffuso un comunicato nel quale non c’è traccia una sola volta di comunisti e partigiani, come se quegli italiani fossero caduti da soli nel baratro… Quella fu una barbarie…”. Sala Regina della Camera dei deputati. Ignazio La Russa si sfoga così alla presentazione di ‘Foiba rossa’, un fumetto edito da ‘Ferrogallico’ e disegnato dalla ‘matita di Diabolik’, Beniamino Delvecchio, che narra la tragica storia di Norma Cossetto e degli italiani d’Istria, rievocando la violenza e gli orrori delle Foibe.

Norma aveva solo ventiquattro anni quando nel settembre del 1943 venne prelevata da un gruppo di partigiani e le venne imposto di aggregarsi alle bande di Tito. Norma rifiuta e per lei inizia un vero calvario fatto di sevizie e torture inenarrabili per poi essere gettata all’alba in una foiba. La Russa, uno dei fondatori di Fratelli d’Italia, ricorda: ”Ho conosciuto Licia, la sorella della Cossetto: mi ha raccontano tutto di Norma. Fino alla fine cercò di liberarla. Disse che non sarebbe mai stata comunista e slava e quindi si avviò verso una morte annunciata, forse non pensava di diventare oggetto di una barbarie subendo violenze da 17 persone, 16 delle quali vennero fucilate dai tedeschi quando seppero l’accaduto. Oggi c’è ancora chi, nel cercare di mistificare la data del 10 febbraio, cerca di ribaltare la realtà”. Come fa l’Anpi, appunto, secondo La Russa. L’ex ministro ricorda quanto fu difficile approvare la legge per indire la giornata in ricordo delle vittime delle Foibe pur avendo la maggioranza in Parlamento: ”Nemmeno avendo la maggioranza fu facile varare la legge, perché si confondeva con un’altra giornata che noi rispettiamo e cioè quella della memoria. Io allora scelsi il nome ‘Giornata del ricordo’ per il 10 febbraio”.