La rossa Toscana dà la sanità gratuita ai clandestini: e agli italiani?

La legge riconosce l’assistenza sanitaria, entro i limiti disciplinati dalla norma stessa, agli stranieri temporaneamente presenti sul nostro territorio (Stp) in condizioni di indigenza, i quali, di conseguenza, non devono rimborsare il costo delle prestazioni ricevute che rimane, invece, a carico dello Stato. Lo ha ribadito l’assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, rispondendo in aula a un’interrogazione presentata dal consigliere regionale Marco Casucci (Lega). Casucci aveva interrogato la giunta regionale per sapere a quanto ammonti il disavanzo tra le uscite per prestazioni e servizi erogati agli stranieri temporaneamente presenti sul nostro territorio e la somma assegnata dal fondo nazionale sanitario, e come la giunta intenda recuperare tale differenza. L’assessore Saccardi ha spiegato anche che esiste un meccanismo, modificato nel corso del tempo, che prevede un percorso di rimborso delle spese sanitarie riguardanti gli stranieri temporaneamente presenti, che va ad affiancarsi al contributo citato da Casucci costituendo, di fatto, un’ulteriore forma di finanziamento per le prestazioni erogate a favore degli Stp. Il consigliere Casucci si è dichiarato insoddisfatto della risposta, perché non è stato detto a quanto ammonti il disavanzo né come si intenda recuperare questa differenza senza che ciò ricada sulle tasche dei cittadini toscani.